Verso le Regionali: il PD e gli impresentabili

LA SPEZIA– Manca davvero pochissimo, alle elezioni Regionali. Ancora due giorni di campagna elettorale, poi il sabato di silenzio e infine il 31 si vota. Ma sugli schieramenti “incombe” la lista degli impresentabili, stilata dall’Antimafia, annunciata e rimandata più volte. Oggi “Il Fatto Quotidiano” dedica a questa lista un articolo (Ecco chi sono i veri impresentabili). A guidare la lista ci sono (ma questo già si mormorava nei giorni scorsi) ben tre aspiranti Governatori di Regione, tutti del PD: Enrico Rossi in Toscana (indagato dal 2012 per falso ideologico nell’ambito di un’inchiesta riguardante la ASL 1 di Massa Carrara: articolo del FQ, per un buco di oltre 300 milioni di euro), Vincenzo De Luca in Campania (indagato per corruzione e già condannato in primo grado per abuso d’ufficio per spese elettorali: articolo sempre del FQ) e, ovviamente, la “nostraRaffaella Paita (indagata per disastro colposo e omicidio colposo per l’alluvione a Genova dell’ottobre 2014: articolo del Secolo XIX).

Il caso più emblematico è quello di De Luca: candidabile, ma, secondo la Legge Severino, obbligato a lasciare la carica istituzionale. Si potrebbe obiettare che questo vada contro la presunzione d’innocenza (che arriva al terzo grado di giudizio), ma è pur sempre una legge e andrebbe rispettata. Ma il sindaco di Salerno è tranquillo, afferma che “Renzi gli ha assicurato che, legge o non legge, se sarà eletto governerà liberamente“, (fonte: ansa.it) passando sopra alla decisione della Cassazione, attesa per domani. Consueto pasticcio all’italiana, con leggi che si contraddicono, politici che decidono arbitrariamente e così via… In mezzo a tutto questo caos, però, una domanda: “Ma il PD poteva non candidare indagati?“.

Come sempre, però, l’ultima parola spetta agli elettori.

 

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