Le donne del mese: Angela Fiume e Nadia e Caterina Nencioni

La donna del mese questo mese sono, in realtà, ben tre donne. O, meglio, una donna e due bambine… per maggiore precisione, una donna, una bambina e una neonata, che morirono in maniera assurda la notte di 22 anni fa a Firenze, in Via dei Georgofili, quando un’esplosione fortissima svegliò la città. Angela Fiume quella notte dormiva, assieme al marito Fabrizio Nencioni e alle due bambine: Nadia, 9 anni, la piccola poetessa, e Caterina, che aveva solo due mesi. All’una e quattro minuti della notte tra il 26 e il 27 maggio, un Fiat Fiorino imbottito di esplosivo mise fine alla vita della famiglia (e a quello dello studente sarzanese Dario Capolicchio). Altre 48 persone rimasero ferite.

Angela, Nadia e Caterina non sono delle eroine, sono il simbolo dell’assurda, cieca e inspiegabile violenza stato-mafiosa, uccise senza che sapessero il perché. Uccise dalla bomba e uccise, nel corso degli anni, dalle bugie, dai segreti di Stato, dai “non so” e “non ricordo“, spesso dimenticate. Vittime di cui non si dicono i nomi, non si conoscono i volti. Sacrificate. Ancora senza giustizia, senza la piena verità. Una famiglia normale, come tante: lui vigile urbano, lei custode dell’Accademia dei Pulci, due bambine, una vita davanti: sogni, come tutte le famiglie. La piccola di casa appena battezzata. Una normalità spazzata via da quella trattativa Stato-mafia che sconvolse l’Italia tra il 1992 e il 1993. A loro, alle donne che sarebbero potute essere oggi, è dedicato questo appuntamento.

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