Lerici, 10° edizione Trofeo Nazionale Studentesco di Salvamento a Nuoto e Primo Soccorso

LA SPEZIA– Nei giorni 21,22 e 23 maggio, alla Venere Azzurra, si è tenuto l’annuale Trofeo Nazionale Studentesco di Salvamento a Nuoto e Primo Soccorso, giunto ormai alla decima edizione. Nato da una felice intuizione del dottor Andrea Cecchini, il Trofeo è stato portato alle attuali dimensioni – un evento sportivo di prima grandezza – dal lavoro e dall’impegno del professor Roberto Giansanti, (attuale Direttore di Sezione della Società Nazionale di Salvamento della Spezia), che quest’anno si è avvalso della collaborazione dei docenti Borio, Vannini, Tartaglione e Donno e degli istruttori Copelletti e Scopsi.

 Questa edizione è stata caratterizzata da un livello tecnico elevato: gli equipaggi in gara hanno portato a termine le tre prove (salvataggio a nuoto, salvataggio con il patino, basic life support) dimostrando una maggior preparazione  rispetto al passato, con una percentuale di errori significativamente minore; gli esami di voga, tenuti dall’Ufficiale delegato dalla Capitaneria di Porto, Comandante Maddalena, nonostante si siano svolti con mare non perfettamente calmo, hanno rivelato una buona preparazione degli allievi e delle allieve poi diplomatisi.
Hanno partecipato al Trofeo, e si sono diplomati bagnini di salvataggio, circa 100 tra studenti e studentesse della nostra provincia: già dal 1° giugno potranno, volendo, lavorare sulle spiagge.

Oltre 50 sono stati i partecipanti accorsi da fuori provincia, accampati nel Campo allestito dalla Protezione Civile della Regione Liguria; il Trofeo infatti si avvale di numerose collaborazioni esterne al mondo della Scuola: Prefettura, Comune di Lerici, Vigili del Fuoco, Polizia di Stato, Capitaneria di Porto e Protezione Civile. Sul podio, premiata dal Prefetto, la Squadra del Liceo Scientifico Pacinotti; alle piazze d’onore la Rappresentativa di Grosseto e la Squadra del Liceo delle Scienze Umane G. Mazzini, tradizionalmente con la componente femminile sovra-rappresentata, a dimostrazione che anche il lavoro di Soccorritore Acquatico non ha confini di genere.

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