Lombardi (Rete a Sinistra): “Parole di giustizia o ipocrisia? Spezia sta ancora pagando le sue ingiustizie”

LA SPEZIA – Si è chiusa oggi a Spezia la rassegna “Parole di giustizia”. Un evento culturale molto importante per la nostra città: per tre giorni si è discusso di democrazia, scuola e politica al massimo livello, con alcuni tra i più importanti intellettuali del nostro paese.

Notevole l’iniziativa, altrettanto degna di nota l’ipocrisia di fondo.
Infatti, cosa c’è di giusto nella democrazia a variante renziana di questi tempi?
Quella dell’uomo solo al comando, imperatore quasi assoluto che sta mettendo la mordacchia all’intero sistema giudiziario scontrandosi duramente con i magistrati come mai era riuscito a fare il governo Berlusconi.
Quella che con l’Italicum, vergognosamente approvato a colpi di fiducia come il governo Mussolini fece con la famigerata legge-Acerbo, viene blindata ancora di più la casta dei politici di Roma, aumentando a dismisura il divario già enorme tra cittadini e istituzioni?Quella che, parole di oggi di Renzi, vuole “accorpare” i sindacati? Quella che vuole distruggere definitivamente la scuola pubblica, dopo aver fatto a pezzi il mondo del lavoro?

Di quale giustizia stiamo parlando? Questa, per chi non se la ricorda, è la breve storia d’Italia dell’ultimo anno e mezzo.

E dato che l’amministrazione comunale spezzina e quella regionale si sperticano negli elogi al presidente del consiglio, nel tentativo affannoso di mettersi in luce presso il principe, mi sembra di poter affermare che si sia trattato di uno show vuoto e vano, da intitolare con “Parole di ipocrisia”, o, meglio,  “Parole di ingiustizia”.

Quell’ingiustizia che Spezia ha da sempre sofferto sulla propria pelle: l’ingiustiza degli scandali ambientali, da Pitelli all’amianto, dall’aria avvelenata dall’Enel al nostro meraviglioso “golfo dei veleni”, fino ad arrivare all’ingiustizia dell’occupazione delle aree militari, che da oltre un secolo privano quasi interamente i cittadini del nostro bene più prezioso, il mare.

Di queste ingiustizie gli illuminati amministratori tacciono.

E infine, a proposito di questioni militari, voglio aggiungere una piccola riflessione nell’importante ricorrenza di oggi, a cent’anni dall’ingresso italiano nella Grande guerra.

Anche allora fu un atto di scandalosa ingiustizia, in primis contro la stessa democrazia: fu un blitz del governo, appoggiato dalla casa reale, a scavalcare indegnamente il parlamento e l’intero popolo italiano, contrario in stragrande maggioranza al conflitto.

Pochissimi individui, sovvenzionati già allora dagli appetiti dell’industria bellica e dal capitalismo internazionale, e sorretti dalle grida deliranti di qualche vate in piazza, portarono al macello 600000 giovani, rasi al suolo da una guerra indegna, combattuta a tradimento e senza pietà nel nome dello stesso popolo che veniva portato al massacro.

La più grande delle ingiustizie, quella del potere, pagata con il sangue della meglio gioventù di allora, tra cui, naturalmente, anche migliaia di spezzini.
Oggi, dopo un secolo, regna un insensato e sempre pù crescente nazionalismo, la benzina che ha innescato, e sta re-innescando, il germe del fascismo. Ed è una realtà da combattere.
 
Massimo Lombardi 

candidato Rete a Sinistra 

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