La Spezia: è boom di cinesi. Dalle primarie alle sale giochi. Licenze “facili” e normative non rispettate

LA SPEZIA – In diversi in città ci hanno segnalato un boom di licenze cinesi, dalle bancarelle, ai banchi in piazza del mercato, ai parrucchieri, ai settori senz’altro più redditizi quali centri massaggi e delle sale giochi (slot e videolottery).

Si sussurra che il boom di nuove aperture cinesi sia avvenuto nel periodo immediatamente precedente e in quello successivo alle primarie del PD di gennaio 2015. Vi ricordate la vicenda dei gruppi di cinesi mandati a votare nei vari seggi che portò anche all’annullamento di quello dell’Allende? I garanti riscontrarono una violazione delle regole causata dai cinesi accorsi in gruppo a votare “scortati” e imbeccati da un traduttore-guida, fotografavano pure la scheda e “segnarono”  le contestatissime primarie che decretarono l’incoronazione di Raffaella Paita.

cinesi

(nella foto sopra gruppi di cittadini cinesi dopo aver votato al Centro Allende il giorno delle primarie).

Abbiamo verificato di persona e così abbiamo scoperto che spesso le sale giochi (slot e videolottery), a cui il nostro Comune rilascia la licenza dopo che la questura ha dato un suo parere, non rispondono ai requisiti previsti dal regolamento dello stesso Comune o dalla legge nazionale.

Alcuni espongono sul marciapiede cartelli pubblicitari che nei casi di queste attività “particolari”, non sono ammessi per legge (qui sotto il cartello che pubblicizza slot e vlt in Via Pascoli).

slot

Inoltre in molti non rispettano il regolamento Comunale del 2012, né quello precedente che prevedeva un limite massimo nell’ambito del Comune di 16 sale giochi e le distanza da scuole, chiese, luoghi di cura, caserme ecc. era di 150 metri.

Il nuovo regolamento è stato approvato dal Consiglio Comunale nel 2012 (anche allora a ridosso di una scadenza elettorale: quella delle amministrative) ed ha aumentato le distanze a 300 metri (in Toscana e Lombardia sono 500 i metri previsti) ma non fissa più un limite massimo alle aperture che in precedenza avevano anche un limite per Circoscrizione (leggi il regolamento completo) e in effetti queste attività sono ormai in ogni quartiere della città.

Perché favorire queste attività di basso profilo che sono spesso luoghi malfrequentati, in cui si ricicla denaro e in cui molte famiglie si rovinano, senza neppure rispettare il già “generoso” regolamento comunale?

La grande sala giochi che ha aperto in via del Popolo 12, ha iniziato l’attività il 14 marzo 2015 e non rispetta la distanza dalla Chiesa di Via Bosco e dalla struttura della Pubblica Assistenza di Via Carducci. L’attività risulta intestata a due cittadini cinesi di 26 anni che hanno costituito una società in Italia ad ottobre. I due risultano domiciliati a Trento (!!) ma la sede della ditta è alla Spezia. Come faranno ad essere presenti regolarmente sul posto di lavoro? (Manca il titolare, chiusa dalla Guardia di Finanza una sala giochi di Tortona).

Un’altra apertura sembra sia prevista vicino alla Prefettura. Questa volta si tratta di un ristorante cinese (che avrà però al suo interno delle “macchinette mangiasoldi”). Non sarà che in cambio del voto alle primarie il Comune ha elargito licenze “facili”?

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