La Spezia: Slot e Videolottery vicini a scuole e chiese. A che gioco giochiamo? I regolamenti non rispettati

LA SPEZIA – Nuove sale giochi slot e videolottery (vlt) continuano ad aprire in città: tra le ultime una nel quartiere del Canaletto in Via del Popolo e un’altra in Via Pascoli a Mazzetta, proprietà di giovani cittadini cinesi. Le regole, però, non sembrano interamente rispettate, soprattutto per quanto riguarda le distanze dai luoghi cosiddetti sensibili.

Il regolamento emesso dal Consiglio Comunale con delibera del 9 gennaio 2012 recita  che “i locali devono avere distanza minima di almeno metri 300 da scuole di ogni ordine e grado, luoghi di culto, ospedali e strutture sanitarie in genere, case di riposo e istituti simili, caserme e da altri luoghi sensibili che la Giunta Comunale può individuare anche in tempi successivi; la misurazione delle distanze deve essere effettuata dalle mezzerie degli ingressi più vicini, anche se secondari, seguendo il percorso pedonale più breve conformemente alle norme del Codice della Strada” (leggi il regolamento completo).

La sala giochi di Via del Popolo, però non rispetta certamente la distanza dei 300 metri dalla Chiesa di Via Bosco e nemmeno dalla sede della Pubblica Assistenza di Via Carducci (struttura sanitaria?), mentre quella di Via Leopardi non rispetta la distanza rispetto alla scuola media Anna Frank e all’Istituto Nautico. Sarebbe quindi opportuno che gli uffici competenti effettuassero le dovute verifiche.

E ancora più opportuno sarebbe un atto di coraggio da parte del Sindaco che dovrebbe predisporre un’ordinanza di chiusura per quelle sale giochi aperte (almeno dal 2012 in poi) senza il rispetto dei criteri stabiliti dal regolamento comunale. Il Sindaco è responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e il gioco d’azzardo patologico, ludopatia, è stato inquadrato nella categoria delle cosiddette “dipendenze comportamentali”, una condizione che può portare a rovesci finanziari, alla compromissione dei rapporti e al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di dipendenza da droghe o da alcol fino al suicidio. Il fenomeno, quindi, incide pesantemente in termini di spese socio-sanitarie che ricadono sull’intera collettività.

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