Santo Stefano, il giardino della scola rubato ai bambini

SANTO STEFANO MAGRA– Fervono i preparativi a Santo Stefano Magra per i festeggiamenti del 1° Anniversario del “Giardino Rubato”. Non si tratta di una pièce teatrale (anche se come “tragedia” forse funzionerebbe benissimo), purtroppo di una realtà che ha inspiegabilmente condizionato un intero anno scolastico a quasi 200 bambini.
Questi i fatti: lo scorso anno una parte del giardino della scuola elementare di Belaso viene recintata e trasformata in area di cantiere. Lavori imminenti, proclamano dal Comune. Subito si pensa ad un restyling del giardino, si sogna un’area curata e attrezzata; poi si diffonde la voce di nuovi parcheggi.

La scuola in questione è nota per essere una delle eccellenze educative del territorio, basta rileggere l’articolo apparso un mese fa sul mensile Vita (www.vita.it).
Inizia l’anno scolastico e ai bambini rimane negata quell’area del giardino. Le classi sono costrette ai turni per la ricreazione, confinate o nello stretto spazio sul davanti dell’edificio, o sul retro giocando sulla ghiaia. Quello che era stato fino all’anno precedente lo spazio principale dei giochi (partitelle di calcio, corse ed altro), ora è off-limits, delimitato da una rete arancione da cantiere.

Vabbè, come si dice, comunque l’importante è che facciano in fretta, qualsiasi sia l’obiettivo finale.

E’ passato un anno. Dietro quella rete da cantiere, solo erba alta e desolazione. Nessun lavoro avviato. Nessun gioco per i bambini, nessun parcheggio. Solo mezzo giardino che non c’è più, tante ricreazioni passate in classe, molte ginocchia sbucciate per un anno di cadute sui sassi.Dopo un anno qualche amministratore si fa vedere al Consiglio d’Istituto, spiega che di lì ci passerà una strada per l’accesso ad una proprietà privata, ma che in cambio ci saranno nuovi parcheggi. Probabilmente gli stessi che la strada si porterà via, insieme a quelli che qualche mese fa, sempre nei paraggi, erano stati trasformati in una “rotatoria” da cartone animato di Topolino (la prima in Italia con l’erba finta…così non sprechiamo tempo neppure a tagliarla!), utile non si capisce a cosa o a chi.

Qualche genitore applaude entusiasta, finalmente potrà lasciare l’auto all’uscita della scuola in terza fila e non in quarta. Anche il titolare della proprietà applaude, di solito quando si costruisce, parte del proprio terreno viene destinato alla pubblica utilità, qui invece, come per magia, sembra accadere il contrario. I 200 bambini invece appaiono un po’ più perplessi, oggi, davanti a quel cantiere. Sono meno interessati da parcheggi, strade e rotatorie. Ancora non capiscono perché, dopo un anno, l’unica cosa cresciuta dietro quella rete sia l’erba. Sarà difficile ora giocarci a calcio, occorrerà un pallone colorato, magliette fluorescenti e un buon senso dell’orientamento.

Effettivamente, sarà più facile uscire da un parcheggio…

(Lettera firmata)

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