Scuola dell’infanzia di Follo, i genitori: “La Asl non tagli i progetti per i nostri bambini”

FOLLO– I genitori dei bambini che frequentano la scuola dell’infanzia Salvo D’Acquisto di Follo hanno contattato il nostro giornale per segnalarci la sospensione di alcuni progetti della ASL5, dedicati ai bambini e proposti gli anni scorsi con notevole successo. Si tratta dei seguenti progetti:

“Occhi di falchetto”, per lo screening oculistico infantile, attuato nel Distretto 17 dal Dottor Roberto Buia, affiancato dalla Assistente sanitaria Lorena Andreani e dall’Infermiera pediatrica Lorenza Bertamino, che ha come scopo la prevenzione delle malattie degli occhi e la tutela della vista nella popolazione infantile (Es. Ambliopia, Strabismo, Retinoblastoma). Tale iniziativa è rivolta alla Scuola dell’Infanzia (bambini di 4 anni) e alla Scuola Primaria (classi prime e seconde).
“Grattacapo”, per la prevenzione della pediculosi e l’informazione per la risoluzione di questo fastidioso problema; è rivolto ai bambini della Scuola dell’Infanzia e Primaria e ai genitori.
“Il castello di Buona Forchetta”, inerente educazione alimentare, attività fisica e igiene orale, rivolto ai bambini della Scuola dell’Infanzia e alle prime classi della Scuola Primaria.
“Acqua, bene essenziale”, sull’importanza dell’acqua nella vita dell’essere umano e sul suo utilizzo responsabile, evitando gli sprechi e rivalutando il consumo di acqua del rubinetto.

Questi progetti avevano il pregio di essere ben organizzati e strutturati,  di presentare argomenti importanti con un linguaggio adatto ai più piccoli, facendo assimilare concetti fondamentali, come l’igiene orale e la necessità di mangiare bene e fare movimento, attraverso il gioco. Inoltre, erano totalmente gratuiti e, sottolineano i genitori, in un periodo come questo in cui ogni attività extra-scolastica è a pagamento, non è un aspetto di secondaria importanza.

Sarebbe quindi una cosa negativa se questi progetti venissero cancellati definitivamente: l’auspicio è che questo sia solo un blocco temporaneo e che, nei prossimi anni, magari dopo una riorganizzazione dei costi, sempre più bambini riescano a beneficiare delle competenze di personale qualificato e delle buone pratiche sperimentate in passato.

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