Arcola, l’Unione culturale per la pace: “E’ opportuno che la Città per la pace dia rilievo a una fabbrica di armi?”

ARCOLA– I pacifisti e i non-violenti di Arcola, in merito alla manifestazione di shooting dello scorso fine settimana, chiedono: “E’ opportuno che amministratori di una Città per la Pace portino il saluto ad una manifestazione che dà rilievo ad una fabbrica di armi?“. Ritenere, come ha dichiarato l’assessore allo sport del Comune di Arcola, che sia una straordinaria occasione per valorizzare il territorio la realizzazione in un comune che è Città per la Pace di un evento nel quale vengono impiegate e di fatto sponsorizzate armi è quanto meno singolare. Stupefacente poi è rilevare che l’affermazione proviene da colui che è anche il delegato alla comunicazione della Giunta e che dunque è incaricato di diramare ufficialmente ai media la linea politica del pubblico ente.

La questione è molto significativa sul piano valoriale e verte su una domanda centrale: “è opportuna la presenza ufficiale di pubblici amministratori di una Città per la Pace ad una manifestazione dove non manca certo un ritorno pubblicitario per una specifica fabbrica di armi?“. Noi non entriamo nelle scelte, legittime sul piano giuridico, di organizzazioni private con le quali non è nostra intenzione polemizzare, ma registriamo che l’Amministrazione Comunale di Arcola, pubblica istituzione, si è sempre proclamata nel tempo paladina della pace e non a caso aveva anche formalizzato la propria iscrizione al Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani, assumendo quindi un chiaro impegno politico-culturale che riteniamo debba essere mantenuto quotidianamente con azioni istituzionali in linea con l’adesione opportunamente espressa. E’ troppo comodo svincolarsi dal dibattito con l’assicurazione che alla manifestazione, aperta al pubblico e tenutasi lo scorso weekend al forte di Canarbino, non avrebbero presenziato donne svestite. Ci mancherebbe che non fosse così, ma il punto è un altro ed è ben più profondo rispetto alle polemiche ormai desuete sulla moralità dei costumi. Siamo certamente solidali con le famiglie dei bambini malati di tumore alle quali si dice che andrà il ricavato della manifestazione, ma segnaliamo anche che la raccolta di fondi per loro è possibile farla quotidianamente con occasioni alternative che consentono di evitare correlazioni tra i piccoli che soffrono e le armi, strumenti moltiplicatori di potenza sovente associati nell’immaginario collettivo alla morte ed alle guerre. Essendo fermamente convinti che sia quantomeno inopportuno che membri di una Amministrazione municipale schierata in senso pacifista si prestino a salutare occasioni che di fatto sono anche pubblicitarie per una fabbrica d’armi, con la presente rappresentiamo la protesta nostra e di quei cittadini locali non-violenti e pacifisti che ci hanno segnalato l’accaduto, domandandoci nel contempo se davvero è tutta l’Amministrazione Comunale ad essere concorde sulla linea tenuta dal suo vertice.

Unione Culturale per la Pace – Liguria – E.V.A. (rif. incar. stampa Milena Pacoini)

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