GAP. L’azzardo non è un gioco

LA SPEZIA– Due movimenti politici diversi, 5 Stelle e Partito Democratico, si sono confrontati domenica pomeriggio alla Sala Caran, sull’argomento della ludopatia. Assieme a loro, il dottor Fausto Rossi del Consorzio Cometa, che si occupa di recupero dei malati di gioco; la dipendenza dal gioco d’azzardo, infatti, non deve essere considerata un semplice vizio, ma una vera e propria malattia e come tale deve essere affrontata. Come l’alcolismo e la tossicodipendenza: uscire dalla ludopatia si può, dice il dottor Rossi, ma il percorso è complesso e lo è anche il dopo, perché l’ex giocatore d’azzardo trova “tentazioni” dappertutto, non solo nelle sale slot, ma in quasi tutti i bar e le tabaccherie. Tutto è a portata di mano: e, da qualche anno a questa parte, addirittura a portata di clic. Cresce, infatti, l’azzardo on-line che, nel tempo, ha innalzato anche la soglia massima di denaro da giocare.

Al consorzio Cometa sono in cura un centinaio di persone: secondo le stime, a rivolgersi ai centri d’aiuto è appena l’1% dei giocatori patologici/problematici. Numeri impressionanti: giocare è facile, apparentemente economico e la pubblicità fa “sognare” una vita più facile, più bella e senza pensieri. Christian Bertagna (M5S) e Maurizio Ferraioli (PD), hanno illustrato l’attività del Consiglio Comunale, che ha approvato diverse mozioni a contrasto della ludopatia, mozioni approvate dai consiglieri di tutti gli schieramenti. I parlamentari pentastellati Massimo Baroni e Matteo Mantero, però, incalzano: “Tutti i colleghi PD sono contrari al gioco d’azzardo, ma di fatto né il Governo né molte amministrazioni locali fanno qualcosa di concreto per combatterlo“.

La politica deve intervenire: spesso le leggi ci sono, ma non vengono applicate: sta a parlamentari, consiglieri, amministratori di vario genere rompere affinché venga sanzionato chi commette illeciti e chi non rispetta le normative. La lotta all’azzardo, dicono da entrambe le parti, non deve avere colore politico né bandiera. Deve essere una lotta di tutti, perché gli effetti negativi della ludopatia ricadono sull’intera società. Il compito di chi andrà in Regione, quindi, è soprattutto quello di far sì che venga attuato quello che c’è scritto nel testo delle leggi Regionali 17/2012 e 18/2012 (leggi consultabili qui). Sia Federica Pecunia che Alice Salvatore hanno assicurato il loro impegno in tal senso.

(Per vedere l’incontro completo: YouTube)

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