Ecco la nuova Piazza Verdi: sopra le fognature niente…

LA SPEZIA – Di quella grande schifezza che è divenuta oggi Piazza Verdi, non si sa bene che cosa ne sarà in futuro.

Il 31 marzo l’artista Daniel Burenpirsonalmente di pirsona” ci ha degnati di una sua visita: baci e abbracci con il sindaco Federici, l’assessore Ruggia e tutto lo staff del sindaco, foto di rito e sorrisi con sullo sfondo quella che è ormai più somigliante ad uno svincolo autostradale che ad una piazza italiana.

E meno male che dovevano trasformare “un non luogo” in una vera Piazza! Vi ricordate il famoso convegno-gaffe dal titolo “La nostra piazza” (con un grosso simbolo del Pd giustapposto) e con i consiglieri Luca Erba e Riccardo Venturini fischiati dal pubblico al Centro Allende? Tra le tante amenità allora ci propinarono la sentenza che piazza Verdi era uno slargo e dopo i lavori sarebbe diventata una piazza.

Si farà dopo il Giro d’Italia”, evento che forse doveva essere di promozione dei luoghi ma che in definitiva per tre giorni bloccherà il traffico della città, tra i mugugni degli spezzini che chiedono insistentemente da giorni se “almeno si potrà attraversare la strada a piedi” o se bisogna portarsi il pranzo al sacco in ufficio…
Il Giro dunque ha rimandato anche i lavori per Piazza Verdi per cui sono stati stanziati, a quanto risulta dal Secolo XIX di oggi, gli ultimi 450.000 euro. Un po’ pochini per pagare Buren e i suoi accrocchi.

Da quel che risulta i lavori sono costati circa 1 milione e 600 mila euro, in realtà quasi tutti spesi per i “sottoservizi” (leggasi fognature e impianti vari che per il resto già c’erano), con gli ultimi 450 mila si chiude.

E Buren? Non abbiamo persino pagato fior fior di legali per andare in Tribunale contro la Soprintendenza e il Ministero, prima al Tar e poi al Consiglio di Stato? Non aveva vinto il signor Federici?

Sottrarre Piazza Verdi dai progetti finanziati con i fondi europei, prima della sentenza del Consiglio di Stato, per paura che venisse stoppata, ha comportato la smaterializzazione dei fondi e il Comune di fondi non ne ha. Così come già scrivevamo l’anno scorso i soldi non ci sono più (Vi spiego il vero motivo per cui il sindaco Federici rinuncia a Buren).

D’altronde ora si vede che l’unica cosa che interessava veramente erano le fognature (non finanziabili con i fondi Por-Fesr). Che si potevano fare anche di lato, non necessariamente al centro, e tenere gli alberi al loro posto. Almeno d’estate avremmo avuto un po’ d’ombra e la piazza sarebbe rimasta una piazza mediterranea con una sua identità.

Quei pini sono caduti soltanto perché si trovavano sulla traiettoria delle nuove fognature (che il Comune deve sbrigarsi a fare per non cadere nella procedura d’infrazione Ue e magari anche per dare una “dote” ad Acam) e che la squadretta del progettista ha tracciato proprio lì. Il “tireremo diritto” del Sindaco Federici non ha permesso alcuna mediazione, alcun ripensamento.

E adesso? Dopo il Giro magari muoveranno qualche ruspa, ma non chiedete di vedere che lavori si faranno o come diventerà la piazza: vi ripeteranno ossessivamente che Buren si farà: come e quando non è dato sapere, l’unica certezza è che i soldi ce li metteremo noi e nell’attesa in Piazza restano i lavori in corso, con conseguenze devastanti per il commercio e la vivibilità del luogo, e non c’è giostrina o fila di banchetti che tenga.

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