Cosa nostra, sequestro da 23 milioni al clan catanese degli Ercolano

Oggi gli uomini del Ros dei carabinieri di Catania hanno eseguito il sequestro preventivo dei beni per circa 23 milioni di euro a Vincenzo Ercolano, figlio di Giuseppe e fratello dell’ergastolano Aldo, tratto in arresto, nel novembre 2014, nell’ambito dell’operazione Caronte, perché accusato, tra le altre cose, di aver condizionato il regolare andamento del libero mercato, in particolar modo, quello dei trasporti su gomma, per conto delle famiglie di Cosa nostra catanese, Santapaola – Ercolano.

Proprio ieri, qui a La Spezia, abbiamo accolto e intervistato Claudio Fava, vicepresidente della Commissione Parlamentare Antimafia, figlio di Pippo Fava, direttore de I Siciliani, ucciso da Cosa nostra il 5 gennaio del 1984. Nell’aprile dello scorso anno il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica aveva assegnato la scorta a Claudio Fava. La decisione era arrivata dopo la segnalazione da parte delle forze dell’ordine di Catania di un possibile attentato ai suoi danni, da parte proprio del clan Ercolano, quello colpito oggi dai Carabinieri. Le minacce erano giunte a seguito della sua visita nel capoluogo etneo con la Commissione Antimafia. In quell’occasione, Fava si era opposto duramente alla revoca del regime del 41 bis al citato Aldo Ercolano, esecutore materiale dell’omicidio del padre, disposta all’inizio dell’anno dal Tribunale del riesame. Con l’odierno provvedimento di sequestro, Cosa nostra subisce un altro duro colpo al suo patrimonio che continua, però, ad essere enorme e inestimabile.

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