Verso le Regionali. Un intervento di Roffo (Liguria Libera) sul commercio di prossimità

Il commercio di prossimità e il piccolo artigianato sono i settori che hanno più gravemente subito la crisi economica degli ultimi anni. In modo silente ma talvolta drammatico sono usciti di scena punti vendita e botteghe storiche che davano un volto caratteristico alle città ed ai paesi della nostra Liguria, sostituiti da tristi serrande abbassate che di sera assomigliano a dei buchi neri. Dietro a questi buchi neri ci sono storie di famiglie che nel migliore dei casi hanno parato il colpo, nel peggiore sono uscite dilaniate o con situazioni finanziarie insostenibili.
Sto pensando a tutti quei commercianti costretti a chiudere per la crisi e che non sono più giovani per ricominciare e non abbastanza vecchi per la pensione. Per questi sfortunati non esiste tfr, non ci sono sussidi di disoccupazione, nessuno se ne occupa materialmente. La costituzione di un fondo regionale a sostegno dovrebbe essere nei programmi delle liste che si presentano alle amministrative, noi lo promuoviamo.
Mio padre faceva il commerciante, erano altri tempi ma l’incertezza regnava sempre. Si doveva fare tutto con le proprie gambe, le banche non erano contemplate. Non si avevano entrate certe e ogni spesa era soppesata 100 volte. I commercianti che adesso hanno intorno ai 50 anni, con famiglia a carico, che sono costretti a chiudere sono disperati. L’INPS aveva un fondo al quale potevano accedere al raggiungimento dei 62 anni i commercianti che cessavano l’attività. Ora pare che lo riattivano. Ma chi non è piu’ giovane e vede ancora lontano il traguardo della pensione che cosa può fare? Da qui l’idea di un Fondo RegionaleTrovare risorse dalle associazioni di categoria e dalle accise regionali sulla benzina e sulle addizionali irpef per finanziarlo e un allargamento delle categorie ricomprese nella cassa integrazione in deroga che gestisce la Regione.
dott Riccardo Roffo
Liguria Libera
Candidato listino regionale
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