La quinta edizione di “Parlando di… Legalità” ad Aprilia

APRILIA – E’ giunta alla quinta edizione l’iniziativa “Parlando di…Legalità“, promossa dal Movimento Cristiano Lavoratori, in collaborazione con il Comune di Aprilia, l’Avis e l’Anpas, la Fondazione Antonino Caponnetto e l’Associazione “Emanuele Petri Vittima del terrorismo”.

L’ospite d’onore è Gianni Palagonia, ex ispettore capo della Polizia di Stato, autore dei libri “Il silenzio” e “Nelle mani di nessuno” e di un terzo libro in uscita dal titolo “L’aquila e la piovra“.

Gianni, quest’anno, mi ha chiesto di accompagnarlo. Il viaggio per Aprilia inizia presto. Alle 7 siamo già in macchina. Il punto d’incontro non posso svelarlo. Gianni arriva dal Nord, dove si è trasferito per motivi di sicurezza. Dopo un rapido saluto si riparte. Abbiamo tante cose da raccontarci. Parliamo anche del suo nuovo libro, quello che uscirà a breve: lo “strillo“, ovvero la fascetta con la dedica, è di Carlo Lucarelli e lui ne è fiero. Gli argomenti, come sempe, saranno molto caldi e interessanti. Ogni volta che ci incontriamo, non possiamo fare a meno di parlare delle nostre avventure in Polizia. I chilometri si consumano in un batter d’occhio. Ci rendiamo conto, infatti, di essere arrivati già al casello di Roma nord. Da lì ad Aprilia, nonostante il traffico, il tragitto è breve. Nella cittadina della provincia di Latina i clan si sono insediati e fanno affari da anni. Due degli arresti di “Mafia capitale” sono stati eseguiti, dagli uomini del Ros dei carabinieri, proprio qui.

mafia

Raggiungiamo l’Istituto “Rosselli” di via Carroceto ed entro prima io. Sempre per motivi di sicurezza, dobbiamo confondere le idee. Non ci dobbiamo far vedere insieme. Il suo volto non si deve riconoscere. Sul posto ci sono altri amici poliziotti. Ogni volta che Gianni Palagonia partecipa ad un incontro, loro prendono un giorno di ferie e gli fanno la “scorta civica”. Lo Stato, i suoi servitori più fedeli, li lascia da soli. Quella di Gianni è una vita passata a lottare contro la mafia e contro il potere. I segni, anche se non si vedono, sono tanti. Gianni è un leone, ma è costretto a rispettare i tempi, prende le pastiglie salva vita. I dispiaceri, i pensieri, la continua voglia di non arrendersi, l’essere braccato dalla mafia lo hanno provato. Due ictus e un intervento al cuore non lo hanno risparmiato. Gianni, nel frattempo, si è sistemato dietro un separè per non farsi vedere e, soprattutto, fotografare. Arrivano i carabinieri e lo salutano calorosamente. Si inizia e Cinzia, la volontaria dell’Avis, ci regala la prima sorpresa. Sul palco dell’auditorium salgono le bambine e i bambini della scuola dell’infanzia “L. Da Vinci”. Recitano la poesia “Dedicato a voi, uomini e donne in divisa“. Poi consegnano i fiori a Gianni Palagonia e ai carabinieri. Il poliziotto scrittore è visibilmente commosso. L’incontro entra nel vivo. Sullo schermo passano le immagini di fatti che hanno tristemente segnato la storia del nostro Paese. I giovani seduti in platea sono attenti. Guardano e ascoltano con emozione. E’ un piacere osservare i loro volti. E’ il momento di Gianni. Il messaggio è forte e chiaro: “Ragazzi, vi assicuro che la mafia è uguale alla peste, la tubercolosi, la malaria, la scabbia. Il vaccino per combatterla è solo uno: il sapere“. Intervengono anche due studenti. Un ragazzo chiede se è il caso di far intervenire anche l’esercito, per presidiare il territorio. Una studentessa, invece, fa una riflessione condivisa da molti: “Come si fa a combattere la mafia se anche pezzi dello Stato ne fanno parte?” Serena, così si chiama la giovane, come gli altri studenti ha già compreso molte cose. “Ecco perché la cultura antimafia – sottolinea Palagoniadeve partire da giornate come questa, dalla scuola, del rispetto delle regole, da un futuro impegno civico“. Si è fatto tardi, l’incontro volge al termine e la conclusione è bellissima. Gli studenti, i professori, l’assessore del comune di Aprilia si alzano in piedi, l’ordine di Gianni Palagonia è perentorio: “fate l’applauso del ricordo, per non dimenticare mai coloro che hanno perso la vita per lottare contro la mafia.” Un piccolo gesto anche questo che rimarrà impresso a molti, vista la risposta appassionante che c’è stata. La giornata, non è terminata. Ci aspetta un’altra sorpresa. L’abbraccio dei frugoletti della scuola dell’infanzia. Ci aspettano e sono visibilmente emozionati. Le parole di quella poesia, ne sono convinto, rimarranno impresse per sempre nella loro mente. Quando domandiamo se qualcuno di loro è figlio di uomini o donne in divisa, alcuni alzano la manina. Ne sono fieri.

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