L’ipocrisia dell’occidente. 3° parte dell’intervista a Franco Cardini

Segue la terza parte dell’intervista al professor Franco Cardini. Nella seguente parte ci presenta il suo ultimo libro L’ipocrisia dell’Occidente.

4. Il suo ultimo libro  L’ipocrisia dell’occidente come è nato e perché ha scelto questo titolo? cardini_371x228

L’ipocrisia dell’Occidente è un libro che è nato in gran parte a Parigi, dove ho seguito per una serie di corrispondenze giornalistiche l’evoluzione dei rapporti tra il mondo europeo e il mondo islamico poi Laterza mi ha chiesto di raccogliere questi articoli in un volume. Il titolo che può sembrare un po’ provocatorio “L’ipocrisia dell’occidente” in realtà vuol far passare un messaggio che non mi sembra così drammatico, anzi molto semplice che si potrebbe anche definire malinteso occidentale, perché l’Occidente si pensa di essere un’altra cosa da ciò che è. Noi ci immaginiamo come la grande civiltà dello stato di diritto, dell’uguaglianza, dei diritti umani, della tolleranza ed è vero che noi europei, nella misura in cui abbiamo fatto politica occidentale, abbiamo cercato con dei momenti di differente atteggiamento di realizzare questi risultati. In generale, abbiamo cercato di sviluppare questa linea politica ispirata alla libertà, all’uguaglianza, allo stato di diritto e alla tolleranza, anche se ci sono state delle parentesi come quella nazista e quella comunista che erano una cosa diversa. L’Occidente ha comunicato un modello liberal democratico e grazie a questo progetto  noi ci vediamo sotto una luce esternamente positiva, tolleranti, democratici ,ma è una visione che non corrisponde affatto a come ci vedono fuori dall’Europa. La ragione è che per molti decenni quello che è stata portata avanti  è una politica imperialista fino alla guerra mondiale, il colonialismo, il postcolonialismo e una politica di sfruttamento collegata con le lobby e le multinazionali. Il mondo non europeo che comprende un miliardo e mezzo di persone in un modo o nell’altro collegate alla cultura islamica, tutt’altro che coerente e unitaria, ha il comune denominatore di sentirsi diverso dall’Occidente e di vedere l’Occidente come una potenza non amica, ostile, capace di sfruttamento e di egemonia. Le ultime posizioni di tipo jihadista rispondono a questo presupposto e rappresentano il tentativo di liberarsi dall’egemonia occidentale. Negli anni ’30 ci sono state simpatie verso i movimenti fascisti o nazisti, poi naturalmente il nazismo con la sconfitta della seconda guerra mondiale ha perso la sua scommessa e allora c’è stata una forte attrazione verso i movimenti socialisti, nonostante si rimproverasse il suo ateismo non era in linea con l’Islam.  Successivamente c’è stata la crisi dell’Unione sovietica e allora c’è stato uno sviluppo enorme dei movimenti a carattere fondamentalista che esistevano anche prima, ma non avevano avuto gran fortuna. Nel 1979 l’Imam Khomeini al suo primi discorso pubblico affermò: “noi ci siamo fidati dagli occidentali liberali siamo stati ingannati siamo stati sfruttati siamo stati ingannati. Ci siamo avvicinati al fascismo e siamo stati ingannati. Siamo stati portati ad una secca e  ci siamo avvicinati al socialismo ed è stato un altro fallimento. Le abbiamo provate tutte e nessuna ha portato a quello che volevamo cioè la rinascita della cultura islamica che tenesse presenti dei progressi della modernità e che allo stesso tempo avesse la forza e l’energia di svilupparsi seconda i fondamenti della nostra cultura mussulmana a questo punto bisogna trovare all’interno dell’islam ed esclusivamente dell’Islam la forza che ci permetta di sviluppare una cultura nuova”. Questo in sintesi è quello che sta succedendo, ovviamente ci sono state vicende varie di ogni genere ed è evidente che dal messaggio politico di Khomeini certamente molto duro e importante alle decapitazioni dei partigiani di Al Baghdadi c’è un abisso ovviamente, ma c’è un filo conduttore: la modernità occidentale ha cercato di trasmettere al mondo islamico un proprio messaggio, ma non è riuscita a trasmetterlo in un testo accettabile.

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