L’Europa e la Turchia, un’occasione persa? 2°parte dell’Intervista a Franco Cardini di Daniele Ceccarini

Cardini-Franco-3Segue la seconda parte dell’intervista al professor Franco Cardini. Nella seguente parte analizza il ruolo strategico della Turchia nei rapporti con l’Europa. 

3. Cosa pensa della situazione della Turchia attuale, pensa che ci sia il rischio di una deriva con Erdogan di tipo panturchista e che conseguenze può avere nei rapporti tra la Turchia e l’Europa?

Erdogan ha cercato di sviluppare il discorso europeista tenendo presente gli umori del paese. In un primo tempo i turchi si sentivano offesi, dispiaciuti e in certo senso umiliati per il fatto che gli europei non li accettassero come loro concittadini, come loro fratelli a tutti gli effetti nella compagine europea. Ora nel mondo turco si sono aperte nuove prospettive, perché c’è molto meno interesse per l’Europa, che attraversa una crisi profonda. Oggi sembra più interessante per la Turchia costruire rapporti col mondo arabo che va dal vicino oriente al nord Africa, all’Asia orientale piuttosto che collegarsi in mondo unilaterale all’Europa, rischiando di diventare una potenza secondaria in un ambito in cui in fondo in fondo gli unici stati che contano sono la Germania e la Francia e l’Inghilterra. Nella visione di Erdogan la cosa più interessante è il rapporto con gli altri paesi turchi che non sono entrati nella sfera della repubblica turca. Questi paesi torcomofoni che in gran parte facevano parte dell’Unione Sovietica e che si sono progressivamente liberati come a ovest del mar Caspio l’Azerbaijan a est del mar Caspio il Turkmenistan, il Kazakistan, il Kirghizistan e l’Uzbekistan  che sono paesi in via di sviluppo con una straordinaria ricchezza di petrolio e metano e con grandi prospettive dall’industria alla manufatta.  Se Erdogan riuscisse come in parte è già riuscito a creare una sorta di mercato interturco con questi Paesi, per la Turchia  potrebbero diventare molto più convenienti rispetto a quelli della carta Europea di oggi. In questo caso, a perderci siamo proprio noi dell’Europa, perché se avessimo agganciato la Turchia nel momento giusto, intanto gli avremmo impedito di fare la politica che sta facendo molto ambigua nei confronti del califfato e poi avremmo agganciato alle nostre economie paesi come il Turkmenistan o l’Azerbaijan,  ricchi di petrolio e metano che tirano moltissimo e avremmo potuto legare paesi che arrivano a confinano con l’India e con la Cina. Purtroppo temo che questa sia stata una grande occasione d’oro persa, perché l’Europa purtroppo non fa politica, fa economia, fa finanza, fa le banche, fa i giochi economici e finanziari che conosciamo, ma non ha una linea politica e questo le impedisce una crescita, uno sviluppo di una grande potenza.  Purtroppo gli europei non sono in grado di fare politica, perché avendo l’opportunità di costruire un’unità europea purtroppo hanno costruito l’euroolandia e l’hanno data in mano ad un gruppo di oligarchi e finanzieri, anche se non esclusivamente tedeschi. Questo è il risultato politicamente miserabile ed è il vero grande fallimento dell’Europa di cui si dovrebbe parlare più spesso, mentre invece facciamo finta che non sia successo nulla.

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