La storiella del portafoglio perso e del terrorista generoso.

FIRENZE – Abbiamo deciso di dare la notizia solo oggi, proprio per evitare di cadere nella loro trappola: creare allarmismo.

Da poche ore si è conclusa a Firenze la Notte Bianca e qualcuno aveva tentato di rovinare la festa preannunciando un attentato. La famosa strategia del terrore.

Già da diversi giorni eravamo a conoscenza di questa “storiella“: due stranieri, presumibilmente nordafricani, camminano per le strade di Livorno. Uno dei due perde il portafoglio. Poco distanti da loro ci sono due fidanzati fiorentini. Il ragazzo lo raccoglie e raggiunge l’uomo restituendoglielo. Lo straniero è un po’ nervoso, però ringrazia la coppia e vuole sdebitarsi con loro. Lo fa dandogli un consiglio: “non andate alla notte bianca di Firenze perché ci sarà un attentato“. I due stranieri si dileguano, mentre il ragazzo e la ragazza rimangono scioccati dalla notizia. Non sanno cosa fare. Hanno paura di denunciare il fatto alla polizia perché pensano di esser presi per pazzi o mitomani. Passano i giorni e l’evento si avvicina. I due fidanzati, naturalmente, hanno raccontato ciò che è accaduto ad amici, parenti e conoscenti. Nel frattempo, a Firenze, alcuni episodi simili si sono verificati nei pressi di fermate del tram o del bus. Ad una fermata, per esempio, è stato trovato un borsello con carta d’identità italiana e un passaporto siriano, restituito poi ad un ragazzo di circa 20 anni che lo aveva perso. Il ventenne inizialmente ha proposto una ricompensa di 20 euro, puntualmente rifiutata, così, per “sdebitarsi” del favore ricevuto ha avvisato di non andare alla Notte Bianca perchè ci sarebbe stato un attentato.  La notizia inizia a rimbalzare anche sui social network, a prendere corpo e a creare tensione e paura. Terrorizzare la popolazione. E’ ciò che vogliono questi personaggi. E’ il loro scopo. E non si parla di un numero limitato di persone, perché di portafogli persi in questi ultimi giorni ce ne sono stati tanti e in più città. Si è verificato in Toscana, in Lombardia e a Roma. L’allarme di un possibile attentato non riguardava solo la Notte Bianca di Firenze, ma anche la metropolitana di Roma e quella di Milano, in occasione dell’apertura dell’Expo di oggi. Le persone coinvolte sono veramente tante. Anche molti genitori che, probabilmente, hanno costretto i propri figli a rimanere in casa la notte passata.

Se poi torniamo indietro negli anni, ci accorgiamo che di situazioni analoghe, se ne sono verificate in più parti d’Italia e anche all’Estero, già subito dopo l’11 settembre. Molti liquidano questa notizia come la consueta “bufala“. Su questo bisognerebbe riflettere e gli investigatori lo stanno sicuramente già facendo. Possibile, infatti, che nel nostro Paese ci siano in circolazione tutti questi macabri burloni? Sì perché, nella maggior parte dei casi, i portafogli sono stati persi e ritrovati veramente e le persone coinvolte – i presunti “terroristi generosi” e i testimoni – sono tante.

E’ evidente che c’è qualcosa che non quadra. Non si può per nulla escludere che tutto questo possa rientrare in una vera e propria strategia della tensione. E’ evidente che abbiamo a che fare con un qualcosa di organizzato a tavolino. Poco più di un mese fa, a Roma, un cittadino tunisino di 60 anni è stato perquisito e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per rispondere di calunnia aggravata e procurato allarme. L’uomo aveva fatto numerose telefonate a vari Enti istituzionali italiani e stranieri, preannunciando “attentati”. Il tunisino è stato individuato dagli investigatori della Digos di Roma e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, i quali hanno localizzato il telefonista in zona Centocelle. L’aspetto interessante del fatto in questione è che l’autore delle telefonate utilizzava una scheda telefonica intestata ad un cittadino cinese.

Quindi, ricapitolando, ci troviamo di fronte a un certo numero di persone di età che va dai 20 ai 60 anni, che operano in più parti d’Italia, che sono in possesso anche di passaporti siriani, probabilmente falsi, disposti a dare anche 20 euro di ricompensa e che utilizzano schede telefoniche intestate a cinesi. Possibile che questi siano solo “ragazzotti” che hanno tanta voglia di divertirsi? Un appello: se dovesse capitare anche a voi, non aspettate un secondo, chiamate immediatamente il 112 o il 113.

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