Raffaella Paita parla di “turismo verde”: dimentica di appartenere a un partito cementificatore?

LA SPEZIARaffaella Paita ha pubblicato ieri, domenica 26, un post in cui si dice d’accordo con Annamaria Furlan, della CISL, sull’idea di rilanciare il turismo in Liguria. Espone quindi le sue proposte.

turismo

 Paita ha ragione da vendere: la Liguria deve puntare sul turismo. Non ci vuole un genio a capirlo; la nostra è una regione che potrebbe vivere di turismo 12 mesi l’anno, per il clima mite e la diversificazione delle offerte: il mare, le piste da sci, la cultura, i borghi caratteristici, la tradizione enogastronomica. La signora Paita, però, parla come se lei venisse da un altro pianeta o, meglio, da un altro partito e non da quel PD che da anni cementifica e disbosca. Come se non fosse la pupilla del Sindaco della sua città, che sponsorizza un “waterfront” che porterebbe a un’ulteriore cementificazione del mare e che mirerebbe a cambiare completamente il volto del Molo Italia, uno tra i più amati luoghi di ritrovo degli spezzini di ieri e di oggi (e, speriamo, anche di domani). Parla di “turismo verde” e sembra non ricordare che il suo partito ha fortemente voluto quell’Outlet a Brugnato costruito in zona a rischio esondazione, sembra dimenticare che la Liguria (di cui lei è assessora alle infrastrutture, fra le altre cose) consente di costruire a tre metri dai fiumi (deroga alla legge nazionale, introdotta nel 2011 e mai ritirata).

Ha idea, la signora Paita, di cosa trovino i turisti delle navi da crociera (che, secondo il suo partito in primis il sindaco Federici sono la nuova risorsa), quando sbarcano nella sua città? A parte i cantieri infiniti, i crocieristi, smarriti, devono fare lo slalom tra topi e sacchetti di spazzatura, inciampando in ceppaie di alberi e ostacoli vari; se capitano ai Giardini storici possono rilassarsi ammirando storiche panchine rotte, bivacchi di senzatetto ubriachi sullo storico Palco della Musica e altre amenità. Per non parlare, poi, degli odori, sia ai Giardini che per le strade della città. Oppure riescono a raggiungere il Museo del Castello San Giorgio e lo trovano chiuso perché è la pausa pranzo. Questi sono solo alcuni esempi di come il partito della signora Paita affronta il turismo.

Cosa è stato fatto, finora, per promuovere il turismo? Ce lo dica, signora Paita, perché non è ben chiaro. Se i turisti continuano, più o meno numerosi, a venire in Liguria, lo dobbiamo solo ed esclusivamente alla naturale bellezza della nostra regione. Bellezza che il partito del cemento è riuscita solo in parte a scalfire, ma non a distruggere.

Advertisements
Annunci
Annunci