Intervista di Daniele Ceccarini a Marco Missiroli. Atti osceni in luogo privato

Marco Missiroli è un giovane scrittore nato nel 1981 a Rimini. Nel 2006 con Senza coda si è aggiudicato il Campiello Opera prima, nel 2012 con Il senso dell’elefante il Premio Campiello Giuria dei Letterati  ed è stato finalista di altri Premi letterari nazionali. Il suo ultimo romanzo che sta avendo molto successo, Atti osceni in luogo privato racconta il percorso di vita che Libero Marsell compie per diventare adulto attraverso la ricerca di se stesso e la scoperta del mondo, delle donne e dell’amore. 

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Daniele Ceccarini: Com’è nata l’idea di questo libro e perché hai scelto questo titolo ‘Atti osceni in luogo privato’? 

Marco Missiroli: E’ nato prima il titolo del libro, ‘Atti osceni in luogo privato‘ non è un titolo furbo come si dice, è proprio nato una sera a casa quando ho pensato: – Quali sono davvero le oscenità in luogo privato se non c’è nessuno che ci giudica e se non feriamo nessuno?- E da lì è nato qualcosa che mi ha stimolato a non pensare proprio ad un libro che avrei dovuto scrivere ma a sviluppare quest’idea. Il libro è nato per caso un giorno, infatti il giorno in cui ho iniziato a scrivere questo romanzo non sapevo che l’avrei iniziato e dovevo scrivere tutt’altra cosa. E’ stato un libro proiettile scritto in ventun giorno e rimesso a posto in due anni e che mi ha portato ad esplorare nuove forme letterarie ed esistenziali. Sono molto contento.

Daniele Ceccarini: Chi è Libero il protagonista del romanzo, e perché hai scelto questo tipo di nome, c’è una ragione?

Marco Missiroli: Libero è un ragazzino di dodici anni quando si apre il libro e si chiuderà che lui ne avrà trentasette tra Parigi e Milano, dal 1975 al 2001. Libero è anche il nome di mio nonno, contadino ravennate che non è mai riuscito ad essere davvero il suo nome perché per ragioni economico sociali e politiche era imprigionato. Quella dignità di libertà che non ha mai avuto volevo che l’avesse appunto il mio personaggio e per questo gli ho dato questo nome.Volevo un personaggio che lo riscattasse

Daniele Ceccarini: il romanzo è ambientato in diverse città? Le hai scelte per un motivo?

Marco Missiroli: Parigi è la città della magia della scoperta dove ho vissuto a spizzichi e bocconi per molto tempo mentre Milano è la mia città di adozione perché sono riminese ma vivo a Milano da nove anni ed è una città che mi ha sorpreso per bellezza e anche per come ti fa maturare, per questo la seconda parte del romanzo è dedicata a Milano in cui il personaggio matura mentre la prima parte è dedicata a Parigi la città delle illusioni degli amori iniziali e anche delle disillusioni. Troppa bellezza di Parigi e la piccola bellezza che ti rimette al mondo di Milano. A Parigi Libero diventa sognatore a New York diventa ragazzo mentre a Milano diventa uomo.

4  Daniele Ceccarini: Nel tuo modo di scrivere c’è anche molto cinema

Marco Missiroli: Sì, assolutamente sono nato prima come fruitore di cinema che come fruitore di libri. Sono nato praticamente in una sala cinematografica e per questo mi è piaciuto mettere quei film che mi hanno formato come Una giornata particolare, Il grande freddo, tutti i film che mi hanno fatto crescere in un certo senso di più in due ore piuttosto che attraverso mille esperienze.

5  Daniele Ceccarini: La copertina è in un certo senso un po’ spiazzante perché hai scelto questo tipo di immagine?

Marco Missiroli: E’ un sedere ed è un opera di Erwin Blumenfeld. E’ l’opera che il protagonista vede al Moma quando è indeciso se essere davvero un uomo o rimanere ancora un ragazzo, essere uno che consuma corpi o uno che li vive i corpi in modo sentimentale. Ha la catarsi di capirlo di fronte a quest’opera, mi sembrava giusto per questo metterla in copertina.

6 Daniele Ceccarini:  Hai dichiarato spesso che hai iniziato a leggere relativamente tardi? qual è stato il libro che ti ha aperto la strada della lettura?

Marco Missiroli: Ho iniziato a leggere così tardi perché a Rimini si faceva tutt’altro piuttosto che leggere, giocare a beach volley, andare in motorino, andare al mare insomma chi nasce a Rimini ha molte distrazioni e l’introspezione viene dopo, però avevo sempre un buco che non si era mai colmato e la lettura mi ha colmato questo buco. Il libro che mi ha permesso di fare questo salto è stato Ti prendo e ti porto via di Nicolò Ammaniti, grande cavallo di battaglia della mia vita.

Daniele Ceccarini:  E il passaggio alla scrittura come è avvenuto?

Marco Missiroli: Non so neanche questo, all’improvviso avevo quest’idea di questo bambino che diventa un pizzino per il padre mafioso vivente. L’ho scritto in un anno e poi è andato avanti tutto di catena dal niente, quindi non ho una motivazione per cui ho iniziato a scrivere, però era quello che volevo fare in verità.

8  Daniele Ceccarini: Il successo che sta avendo questo libro ti ha spiazzato?

Marco Missiroli: Mi ha spiazzato, sono molto contento perché è il libro più spontaneo che ho scritto. La gente mi dice che è davvero spontaneo e che si legge in un fiato. C’è dentro tutto quello che un uomo è a livello sentimentale e sessuale. Fa capire alle donne quello che un uomo è a livello erotico e sono contento che questa spontaneità sia arrivata. Il successo spero sia dovuto sopratutto a questo.

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