Cultura in Piazza, grandi assenti le Istituzioni. Una lettera di Angelo Ciccio Del Santo

Anni fa organizzai una serie di eventi culturali intitolata “la cultura dei (nei) locali” fu un discreto successo e si riuscì a portare all’interno di ristoranti, bar e attività commerciali iniziative di lettura e di discussione su libri di vario argomento.

Oggi dopo anni vedo lo svolgersi in città di una splendida iniziativa analoga a quella, ma sicuramente organizzata meglio e con maggiore competenza, e con un ventaglio di interessi decisamente più ampio.

Sto naturalmente parlando della “Cultura in Piazza” iniziativa che he dialogato con la città per ben 10 giornate con un fitto calendario di  eventi che hanno spaziato a 360° il mondo della cultura.

Ho detto dialogato con la città apposta, perché questa bella avventura non ha avuto la pretesa di venir calata dall’alto per soddisfare i gusti di qualche organizzatore, ma si è posta il problema di essere empatica con i quartieri, le strade e i locali pubblici che animano e si animano alla Spezia.

Si è spaziato da tematiche di grande importanza come la legalità, di carattere turistico didattico come la visita ai nostri bellissimi giardini, si è affrontato il drammatico tema dell’autismo e si è parlato di economia, ma al contempo ci si è intrattenuti con la vivacità dei bambini che per un pomeriggio hanno reso omaggio al palco della musica riportandolo ai fasti di un tempo, è stato affrontato in maniera piacevole e amusant un argomento grande come l’urbanistica e la città di domani, si è cenato con il delitto in sala, e ci si è intrattenuti con Shakespeare, e ci siamo persi nelle onde della poesia.

Insomma per 10 giorni la città ha veramente dialogato con la Cultura, quella Cultura che merita la lettera maiuscola proprio perché si spoglia della sua inutile pomposità e ritrova il piacere della semplicità del linguaggio, dell’accessibilità a tutti e del dinamismo come se danzasse.

Sono stati 10 giorni che hanno visto il coinvolgimento dei ristoranti, di bar che hanno offerto il meglio dei loro prodotti, quando ho detto 360° intendevo proprio la contaminazione della poesia col cibo, del saggio corposo con un buon vino e della letteratura con i piatti vegani o quelli tipici del nostro territorio.

Va inoltre sottolineato il lavoro pressante e testardo dell’ufficio stampa che è riuscito ad avere foto e articoli quasi quotidianamente sulla stampa locale, cosa quasi miracolosa e sicuramente frutto di un lavoro duro ed estenuante.

Ma…. ma dopo aver tessuto le lodi di questa bella iniziativa mi faccio anche carico di segnalare alcune lacune, innanzi tutto l’assordante assenza delle istituzioni culturali che hanno veramente dato l’idea di disertare questa iniziativa, come se il governo della città nutrisse un profondo disinteresse e quasi un disprezzo verso manifestazioni che vengono promosse dal basso e non imposte dall’alto, altri grandi assenti sono stati le istituzioni cittadine che maggiormente hanno tratto beneficio da questa semplice ma corposa iniziativa, la Camera di Commercio, le associazioni di categoria, e i comitati di via dei commercianti stessi; quasi a sottolineare che iniziative partecipate non sono argomento di loro interesse, sarebbe stato molto bello e sicuramente più redditizio avere vetrine ad hoc, banchi di discussione davanti ai negozi e partecipazione maggiore.

Spero che l’anno prossimo si possa rimediare a questa lacuna.

È chiaro che tutto è migliorabile e tutto si può fare meglio ma considerata la partenza di “cultura in piazza” sono altresì convinto che la manifestazione non farà altro che crescere e migliorarsi arricchendosi di nuove esperienze e di nuovi contenuti, magari impostando un tema portante di livello nazionale ogni anno.

Insomma aspettiamo gli sviluppi futuri e siamo convinti che saranno altrettanto entusiasti e positivi determinando, almeno ci si augura, l’inizio di una tradizione che andrà avanti negli anni e che raccoglierà consensi e contributi, magari allargandosi anche al territorio della Provincia, portando una cultura innovativa ad innestarsi su una cultura tradizionale, come quella del cibo, della musica del maggio e del mare, veramente si può offrire al visitatore e al curioso un ventaglio di proposta a tutto campo.

Allora non rimane che ringraziare chi ha organizzato la manifestazione e rimandarci tutti a “l’anno prossimo alla Spezia”.

Angelo Ciccio Del Santo

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