Sabato 25 aprile gli Evasi ricordano il partigiano Facio

 SARZANA Sabato 25 aprile alle ore 21:15, la Compagnia degli Evasi torna in scena con “Cuore d’oro silenzio d’argento”, presso l’Auditorium del Liceo Parentuccelli, in Piazza Dino Ricchetti a Sarzana (SP).  La serata di ‘NIN nuove interpretazioni’ è dedicata al sodalizio stretto con la Compagnia degli evasi e il loro festival ‘Teatrika’ , due rassegne teatrali nazionali tra le più seguite del territorio. Lo spettacolo, scritto e diretto da Marco Balma, da un’idea del ricercatore Gianni Neri, direttore del MaR porta anche a Sarzana la storia di Dante Castellucci il Comandante Partigiano Facio, a pochi giorni del convegno nazionale tenutosi sulla sua figura presso la sala consiliare del Comune:
<Ringrazio per la collaborazione e per le gentili concessioni Cesare Cattani e la famiglia Castellucci-Servidio> dice Balma <e tutti gli storici che hanno scritto sulla vicenda, è grazie alla lettura dei loro testi che mi sono appassionato alla vita di Dante Castellucci, e questo spettacolo è solo un atto di ossequio: è un modo per ricordare un ragazzo che avrebbe preferito vivere e che ha invece dovuto salutare il mondo a nemmeno ventiquattro anni>.

Cuore d'oro silenzio d'argento 22

Dante Castellucci, conosciuto come il partigiano ‘Facio’ è una delle figure più affascinati della storia della Resistenza, ma tra le meno conosciute. <Lo spettacolo, prosegue Balma, ripercorre la sua vita, dalla nascita in un paesino calabrese alla morte ad Adelano di Zeri nel Luglio del ’44 per mano dei suoi stessi compagni di battaglia a causa di una falsa accusa di furto. Di molteplici capacità artistiche, violinista, poeta, pittore, romanziere, drammaturgo e attore, nella sua pur breve vita, Facio ha attraversato la recente storia d’Italia legandosi a nomi importanti quali quello della famiglia Cervi,  della famiglia Sarzi Madidini e alla memorabile battaglia del lago Santo. Eppure, per anni, ha dovuto subire l’oblio a causa di una morte troppo imbarazzante per poter essere trattata con il necessario rispetto. Addirittura, per coprire chissà quali fantasmi, si arrivò a consegnare alla madre, nel 1963 una medaglia d’argento al valore militare, sigillando, con una motivazione inventata, l’infamia della sua morte. L’intenzione dello spettacolo non è quella di fornire prove dell’ innocenza di Facio, non credo che un palcoscenico possa essere la sede adeguata, mira piuttosto a far riflettere lo spettatore su una verità semplice: la vita di un uomo è definita dalle sue azioni. Non i documenti, ma le testimonianze, non gli archivi, ma i fatti, non gli atti legali ma il comportamento parlano in sua difesa. Le persone che lo hanno conosciuto e hanno condiviso con lui la lotta, gli stenti, il carcere, il pane, le sigarette, le pallottole, che lo hanno seguito e che a lui hanno affidato la propria vita, e o hanno amato, non  hanno bisogno di prove. Facio era questo. Agiva in questo modo. Giudicate voi, ribadisce Balma>.

 <Il 2015 segnerà il 71° anniversario della morte di Facio, prosegue Balma,  e c’è chi sta lavorando da anni per ristabilire la verità, per convertire quel falso argento in un più meritevole oro; noi degli ‘evasi’, pur appoggiandoli in pieno, ci limitiamo a dedicare a quel ragazzo di Calabria quest’ora e mezzo di attenzione, cercando di riportare in vita, non tanto le sue gesta, quanto l’onestà e la sincerità del suo essere uomo e, assieme con lui, di molti di coloro che hanno permesso alla nostra generazione di vivere in un paese libero>. Lo spettacolo è l’ideale conclusione di una trilogia dedicata dagli Evasi agli eroi-non eroi della nostra storia recente, cominciata con “Sepolti Vivi memorie dalla miniera” che ricordava i sacrifici dei minatori della piana di Luni e seguita da “Jacobs”, il comandante tedesco passato ai partigiani e morto in azione tra le loro fila. <Se gli Evasi hanno affrontato queste tematiche, dice Balma, e continuano a farlo, (è infatti in cantiere un nuovo spettacolo sulle lavoratrici dello jutificio di Fossamastra ispirato al libro di Sondra Coggio), lo devono anche alla passione di Gianni Neri, Direttore del MaR che ci ha sempre stimolato, incoraggiato, suggerendoci che certi argomenti non sono mai superati. E se spesso i nostri spettacoli hanno riscosso molto successo, e non mi riferisco ai riconoscimenti ‘ufficiali’ che pure ci sono stati e copiosi, ma all’accoglienza da parte del pubblico, soprattutto giovane, che ci ha sempre degnato di attenzione, calore e a volte stupore, lo dobbiamo anche a lui>. Info 3358254436 www.evasi.it

 

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