Raffaella Paita: il giorno dell’alluvione, anzichè tornare a Genova, preferì proseguire gli appuntamenti elettorali

Il 9 ottobre 2014, mentre il diluvio imperversava, i torrenti esondavano e devastavano Genova, “la signora Paita ha preferito fare campagna elettorale“. Questa è la frase scritta da M.P. su Facebook, la mattina del 10 ottobre alle ore 11.37, sulla pagina del social network dei lavoratori della Piaggio, dove era stato postato l’articolo di Savona News, pubblicato alle ore 22.47 del 9 ottobre 2014, titolato <<Il Comitato esternalizzati Piaggio fa sentire la propria voce a Raffaella Paita: “Non meritiamo questo trattamento”>>.

Quella famosa e tragica sera, nonostante già tutta l’Italia fosse a conoscenza del flagello che si stava abbattendo su Genova, la candidata alla primarie del PD ligure intervenne a Finale Ligure, nel salone dei Bagni Boncardo, per incontrare i suoi sostenitori e concludere l’incontro con un brindisi!

Ad attendere Paita c’era anche un gruppo di operai della Piaggio. Questo breve scambio di opinioni, è stato filmato e pubblicato da Savona News e caricato su Youtube (clicca qui)il 9 ottobre 2014, da Redazione Il Nazionale.

Proprio ieri Raffaella Paita, dopo essere stata interrogata dai PM della Procura di Genova, a riguardo della mancata allerta di quella tragica sera ha dichiarato “Io che c’entro? Io non c’entro nulla“, scaricando le responsabilità all’apparato della Protezione Civile regionale.

Come sempre accade in queste circostanze, anche la candidata del centro sinistra alla presidenza della Regione e assessore regionale alla protezione civile, accusata di disastro colposo e omicidio colposo nell’ambito dell’inchiesta sull’alluvione del 9 ottobre 2014, si dichiara del tutto estranea ai fatti. “Non potevo dare l’allerta, non era nelle mie competenze. Non ero nella posizione di esercitare un potere di quel genere” ha affermato Raffaella Paita, prima dell’interrogatorio.

Non sarà stata anche di sua competenza dare l’allerta, ma è talmente evidente che in casi di calamità come quella del 9 e 10 ottobre dello scorso anno, il responsabile politico regionale alle attività di protezione civile, doveva essere al suo posto, a Genova, come il comandante di una nave in difficoltà, e non a proseguire la sua campagna elettorale. Raffaella Paita non rientrò immediatamente a Genova (esattamente come Francesco Schettino non risalì sulla Costa Concordia). Rientrò con comodo, quasi a mezzanotte, mentre intanto un uomo moriva affogato nelle acque del Bisagno straripato.

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