Un esempio di “buona scuola”, ma non quella di Renzi…

LA SPEZIA– Quando si parla di “buona scuola” oggi viene in mente la contestatissima riforma di Matteo Renzi, ma la storia che raccontiamo è davvero un esempio di buona scuola, non intesa in senso renziano. Ed è una storia spezzina, di integrazione e responsabilizzazione degli studenti. E’ un progetto che si chiama “I laboratori d’acqua” e riguarda le scuole ISA2 e il Liceo Mazzini, diretti rispettivamente dalle dottoressa Minucci e Raggio. Ragazzi di età compresa tra i 14 e i 17 anni, in piscina, badano a bambini tra i 5 e i 7 anni. Il progetto coinvolge anche bambini con disabilità, sia fisiche che psichiche e va avanti da 20 anni; ha attirato l’attenzione anche di una dirigente scolastica tedesca, che proprio ieri (giovedì 16) è stata ospite del complesso scolastico per studiare il funzionamento di questi “Laboratori” e far partire in Germania un progetto pilota simile a questo. In Germania, infatti, sono ancora “indietro” in tema di disabilità; esistono ancora le classi differenziali, che ora però dovranno scomparire.

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A spiegarci il progetto e parlarci di questa graditissima visita tedesca è il professor Luigi Tartaglione che, assieme a tutti gli altri insegnanti di Educazione Fisica e Area Motoria-Sostegno, segue i ragazzi con attenzione. Ma, ci tiene a sottolinearlo, “sempre da bordo vasca. Io non entro in acqua, fanno tutto i ragazzi, coadiuvati da bagnini e istruttori di nuoto“.
In un momento di storie negative riguardo alla scuola, diamo volentieri spazio a questo importante progetto, che integra i bambini disabili, facendoli nuotare e giocare in acqua, e allo stesso tempo responsabilizza gli adolescenti.

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