La chiusura della scuola filosofica di Atene. Considerazioni storico-filososofiche di Giorgio Di Sacco Rolla

Pubblichiamo la conferenza relativa alla presentazione del quadro di Gloria Giuliano La chiusura della scuola filosofica di Atene.

La conferenza è stata introdotta da Daniele Ceccarini.

I quadri di Gloria Giuliano, dove le cose, le persone, i paesaggi perdono identità nella ricerca vorticosa di una forma, che non raggiungono. Gloria è bravissima a percepire il movimento che travolge La Chiusura della scuola filosofica di Atene  tutto e nel quadro il dramma della chiusura della Scuola filosofica di Atene diventa qualcosa di straordinario: il simbolo dell’oscurantismo contro la ragione, della repressione contro la libertà di pensiero. Uno dei momenti più bui della storia della cultura occidentale, quando la cultura, la scienza furono travolti dall’oscurantismo e dalla barbarie, resta drammaticamente impresso sulla tela. Sono anni feroci e tremendi, quando brucia la Biblioteca di Alessandria d’Egitto e Ipazia viene uccisa, scorticata viva dai suoi seguaci di S. Cirillo, e l’umanità smarrisce la ragione. Ecco nel quadro di Gloria tutte queste cose sono drammaticamente presenti, monito che la libertà si può perdere e il buio può vincere la luce. 

Daniele Ceccarini

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Segue l’intervento del professor Giorgio Di Sacco Rolla durante la presentazione del quadro  di Gloria Giuliano: La chiusura della scuola filosofica di Atene

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Il nostro impegno non è rivolto a liberarci dal peccato, ma ad essere Dio. (Plotino  Enneadi, I 1, 9)

La scuola filosofica di Atene viene chiusa per disposizione dell’imperatore  Giustiniano nel 529 dopo Cristo.  È  uno dei momenti più rilevanti  della guerra  che il cristianesimo  intraprese  per estirpare il paganesimo. Uno dei primi atti   di questo conflitto risale al 380 quando venne   decretata  dall’imperatore Teodosio la chiusura dell’oracolo di Delfi, centro della religiosità antica.    Anche la condanna delle tesi  di Origene nel 553, come  spiegherò, rientra in questo progetto.  

La scuola filosofica di Atene , erede dell’Accademia platonica , dopo un lungo periodo caratterizzato dal sincretismo, aveva ormai ripreso un profilo neoplatonico: dominante era infatti il pensiero di Plotino

Perché si giunse a questo atto?

La filosofia insegnatavi  indicava una via per la salvezza, un modello educativo in contrasto con il cristianesimo.  Non si trattava  di una lotta tra libero pensiero e dogmatismo, quanto tra una concezione del mondo che richiedeva la fede per aver accesso alla salvezza individuale  ed un’altra che  prometteva una salvezza attraverso la ragione e la riflessione.: non insegnava a    liberarsi dal peccato, ma ad essere Dio. Essere Dio significava   ritornare a quell’Uno, alla prima ipostasi, dal quale, secondo Plotino,  era  “ sgorgato” per sovrabbondanza di senso,  il mondo.

In questa visione  filosofica  , la vita perfetta si  presentava  come  quella dedicata alla conoscenza teoretica ; una tesi   già enunciata da Platone ed Aristotele, ma che trova riscontri anche tra i Presocratici.

A mio avviso la chiusura della scuola e quella del tempio e dell’oracolo di Delfi, uno dei più importanti dell’antichità ,  non sono irrelate: se accettiamo  la tesi secondo cui  le origini della filosofia si ritroverebbero nel lavoro interpretativo dei responsi  degli oracoli, allora si potrebbe supporre che  la fonte stessa della filosofia fosse ormai disseccata:  senza la  religiosità antica , la filosofia  nella sua declinazione  greca aveva perduto la propria funzione; ad entrambe era sottesa una certa visione del sacro e della sacralità,  radicalmente diversa da quella   giudaico cristiana. Visione che era ormai  svanita.

Va inoltre ricordato che  la filosofia   della tarda grecità  era  sempre meno sapienza e sempre più saggezza ; sempre più   stile di vita per la ricerca di un proprio  equilibrio  e sempre meno  conoscenza  teoretica capace di fornire  il nomos alla polis. La polis   a sua volta era  da tempo tramontata, sostituita prima dall’impero  di Alessandro e dai regni ellenistici, poi da quello romano.   

Quindi la scuola filosofica ateniese, peraltro una delle poche risorse per  quella città ormai in piena decadenza,  appariva   agli occhi dei cristiani come una pericolosa concorrente  nell’educazione  delle classi colte.

Per questo, credo,  non si debba  attualizzare troppo la chiusura della scuola,   individuando in tale atto  soltanto  uno scontro tra oscurantismo e libero pensiero. Non sarebbe corretto considerare  gli ultimi filosofi  ateniesi come dei  liberi pensatori illuministi ante litteram.

Arriviamo alla condanna delle tesi di Origene, avvenuta qualche decennio dopo la chiusura della Scuola:  Origene aveva   interpretato  la trinità  come immagine delle  tre ipostasi di Plotino ( uno, nous, anima)  e aveva introdotto il linguaggio erotico, mutuato dal cantico dei cantici, per descrivere il rapporto mistico con il divino e Dio :  per questo sbilanciamento   verso la filosofia  greca era stato giudicato eretico. Non va infatti dimenticata la centralità  di Eros nella riflessione platonica culminante nel Simposio.

Ma  con la chiusura della scuola ateniese , la filosofia si estingue? Non proprio.  Non solo il concetto di anima immortale  presente nel  cristianesimo è di derivazione  platonica ( i Vangeli parlano di resurrezione dei corpi): in Plotino   l’anima è quella parte immortale, perfetta  immutabile che  più è simile all’Uno. L’anima può  innalzarsi fino  all’Uno, vale a dire all’essere originario che ha dato vita ad ogni cosa attraverso un’emanazione, ma del quale non si può parlare. La teologia negativa  cristiana  sgorga  proprio dalla componente filosofica plotiniana ,  conservatasi e diffusasi  nel Medio evo attraverso gli scritti di Dionigi  Aeropagita.

Inoltre   la mistica che si sviluppa  nella Grecia bizantina   non è influenzata soltanto dal contatto con  le religioni orientali, con i culti zoroastriani dei Persiani, ma  contiene in sé  anche il progetto del conseguimento di una pace interiore. Progetto che permane   nella  mistica cristiana. E questo scopo è  mutuato anche dalla filosofia , la quale promette di “ essere Dio”

Erroneamente infatti  si ritiene  che la mistica  e l’ascesi  siano essenzialmente   rinunzia , sacrificio; punizione  del proprio corpo in quanto latore e  causa di tentazione vizio.

L’imperfezione del corpo  deve essere accettata, “ compresa” ;  anzi una  durezza troppo forte nei confronti del corpo e dei suoi bisogni,  sottende  un odio, un non  amore  da parte di colui che cerca l’ascesi . Questo non amore, questa non accettazione  diviene un limite    capace di impedire   il contatto  con Dio.  L’odio è imperfezione,  isolamento chiusura. Certi eventi storici, e la  chiusura della Scuola di Atene è uno di questi, d’altro canto   acquisiscono anche un significato simbolico. Essa   è divenuta  immagine del tramonto   dell’uso critico della ragione, dell’inizio  del disinteresse per la la natura; dell’atto  con cui la Chiesa  inizia la sua opposizione alla  scienza, alla conoscenza , al libero pensiero. Però vi è anche una parte considerevole del pensiero teologico cristiano, quello che potrebbe essere riassunto attorno alla formula intellego ut credam, che  conserva i contenuti ed i metodi della filosofia,  la sua capacità di argomentare, assorbendola anche attraverso i maestri arabi.

Infine   sarà proprio la riscoperta di Platone e del platonismo nella sua componente misticheggiante e matematizzante a rendere possibile la rivoluzione astronomica che è l’atto di inizio della modernità. Come la  pensabilità dell’eliocentrismo  divenne infatti possibile grazie alla riscoperta  di Platone, per il quale  il sole è immagine sensibile del bene;  così la pensabilità   del mondo  in termini matematici fu  realizzata  grazie alla riscoperta  del pitagorismo. Ritenendo il sole immagine del Bene e della perfezione Copernico lo mise al centro dell’universo; cercando l’armonia  matematica del mondo, Keplero trovò le leggi che oggi portano il suo nome.

Professor Giorgio Di Sacco Rolla 

La redazione ringrazia il Professor Giorgio Di Sacco Rolla per aver concesso la pubblicazione della conferenza.

Segue video.

 

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