G8, Cantone: “De Gennaro fu assolto, non paghi per tutti”. In realtà pagarono solo altri.

Subito dopo lo scempio avvenuto durante il G8 di Genova, la Commissione Parlamentare d’indagine ascoltò tutti i dirigenti della Polizia di Stato. Furono significative le parole dell’ex Questore di Genova, Francesco Colucci, il quale fece presente che in quei giorni nel capoluogo ligure “c’erano tutti i grandi capi: il vice della polizia Andreassi, il numero uno dell’Antiterrorismo La Barbera e poi Gratteri, capo dello Sco“. Colucci fece presente che le redini della gestione dell’ordine pubblico erano passate di competenza a Roma, quindi in quelle del capo della polizia dell’epoca, il prefetto Gianni De Gennaro. Fu un caso più unico che raro. Mai si era verificata un’interferenza così importante sulla gestione dell’ordine pubblico. La normativa vigente, infatti, prevede che sia l’autorità di pubblica sicurezza, il Questore, ad occuparsi di ordine pubblico e di pubblica sicurezza nelle città.

In casi del genere – così come è avvenne nel 2002 a Firenze durante il Forum sociale Europeo – sono proprio il Questore e il Prefetto a prendere il comando delle operazioni. Il Prefetto a livello “politico”, poiché dipende gerarchicamente dal Ministro dell’interno, in via diretta, mentre il Questore, che a sua volta dipende funzionalmente dal Prefetto (quale autorità di Pubblica Sicurezza) e gerarchicamente dal Capo della Polizia, sotto il profilo della gestione operativa. A Genova questo principio fu stravolto. Colucci, successivamente, nel corso del processo, cambiò versione, alleggerendo la posizione del capo della polizia, che da Roma sembrava non aver avuto alcun ruolo nella vicenda della Diaz. Sarebbe stato interessante capire quante telefonate ricevette De Gennaro in quelle ore. Ma evidentemente nessuno si è posto il problema. E’ scontato che in casi del genere il capo non può non sapere. Le prime dichiarazioni di De Gennaro furono: “Genova servirà da esempio per i futuri vertici. Alla Diaz siamo stati attaccati … Non abbiamo nulla da rimproverarci“.

Raffaele Cantone nei giorni scorsi ha liquidato il caso De Gennaro con un: “Fu assolto, non paghi per tutti“. Beh, tutta questa necessità di metterlo al riparo da inique mungiture, a dire il vero, nessuno l’ha avvertita. Anche perché, a pagare per lui, sono stati tutti gli altri.

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