Quartieri del Levante: PRP, l’Autorità Portuale non ha fatto quasi nulla

LA SPEZIA– Il piano regolatore portuale e le sue fasi attuative previste per legge urbanistica:
1° fase – Prescrizioni ambientali per la mitigazione dell’inquinamento acustico ed atmosferico che ricadono sui quartieri adiacenti al porto commerciale con la fascia di rispetto.
2° fase – Solo dopo la prima fase si può attivare la ricollocazione delle marine storiche di Fossamastra e Canaletto, nel rispetto dell’accordo del gennaio 2007 sottoscritto con l’allora presidente dell’ Autorità Portuale “identiche funzioni e funzionalità , identiche superfici e volumetrie“.
3° fase – Realizzazione banchinamenti per 140mila metri quadri più le compensazioni previste nel P.R.P nel rispetto delle leggi.

Dopo sei anni l’ Autorità Portuale non ha fatto quasi nulla dei tre punti fondamentali e non ha mai trasmesso ufficialmente il progetto dettagliato sulla ricollocazione delle marine storiche, nel rispetto dell’intesa sottoscritta nel 2007, ma solo presentazioni di progetti di massima non rispettosi di tale accordo. A questo punto ci si domanda: cosa vuole fare l’ Autorità Portuale sul Molo Pagliari storico e protetto come bene culturale dal ministero competente, considerato che è stato depositato dalla stragrande maggioranza dei concessionari delle marine storiche appello al Consiglio di Stato, per far rispettare le fasi del P.R.P e le intese per la ricollocazione? Altro che presentazione unilaterale per la ricollocazione! Il bando di concorso tanto annunciato per il trasloco della marine pare non tenere conto dell’appello al consiglio di stato e nemmeno del fatto che ancora oggi non è stata fissata l’udienza. Altro che accelerata sulla decisione ultima del TAR Liguria, che era già superato da altre precedenti fasi di ritiro di altri ricorsi a seguito dell’accordo del 2007. Insomma, pare che l’ Autorità Portuale, oltre che alla grande immagine accelerante, faccia anche molta confusione sui tempi e i “conti senza l’oste”.Ribadiamo comunque dopo anni che siamo disponibili ad un confronto pubblico, serio e mai organizzato dall’ Autorità Portuale, per trovare una soluzione progettuale vera sulle fasi attuative del Piano Regolatore Portuale. Altra cosa sono le realizzazioni del WaterFront, della restituzione di Calata Paita alla città “non ancora attuata” dall’ Autorità Portuale come previsto nel P.R.P e la stessa violazione della destinazione d’uso delle banchine del Molo Garibaldi, dopo il suo ampliamento, dove si dovevano spostare gli impianti portuali di Calata Paita.

(Coordinamento Quartieri del Levante)

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