Spezia non è città per disabili? La storia di Gianni

LA SPEZIAGianni è un cinquantaduenne che vive in Via Severino Ferrari, in un condominio dove hanno sede anche alcuni studi medici. Gianni è affetto da sclerosi multipla e da oltre 20 anni si muove in sedia a rotelle. Per arrivare a prendere l’ascensore ci sono sei scalini e non c’è un montascale.

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Gianni deve essere portato a braccia su per questi scalini e poi può prendere l’ascensore. Le varie sollecitazioni e richieste effettuate da Gianni sono andate a vuoto: lui sa che c’è un montascale, in Via Parma, che è inutilizzato (e sicuramente, ci dice, ce ne saranno altri in città) che potrebbe, quindi, essere spostato; gli altri condomini sarebbero tutti d’accordo. “A volte preferisco non uscire” dice Gianni “ma se ne ho bisogno, come oggi che devo andare a Pisa, sono costretto a  chiedere aiuto“. Per sua fortuna, un aiuto lo trova sempre, ma portarlo su e giù a braccia è faticoso. Il montascale, inoltre, potrebbe servire anche agli anziani, sia pazienti degli studi medici che residenti del palazzo. “Spero che questa situazione si risolva il prima possibile, altrimenti vado sotto il Comune e mi incateno” continua Gianni “perché, oltre al problema del montascale, c’è anche il marciapiede in condizioni penose“.

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Racconta che è già caduto due volte, per fortuna “senza gravi conseguenze“, ma non si può andare avanti in questo modo. Basta che chi spinge la sua carrozzina si distragga un momento e non veda la buca e Gianni cade. Una società che si dice civile non deve e non può tollerare che si verifichino situazioni del genere.

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