La storia del partigiano “Facio” a Teatrika Scenari sabato 28

CASTELNUOVO MAGRA– “Teatrika Scenari” la nuova rassegna di teatro contemporaneo proposta dalla Compagnia degli evasi e dal Comune di Castelnuovo Magra vince la scommessa, e dopo quattro spettacoli con il ‘tutto esaurito’ sabato 28 marzo terminerà la sua prima edizione con lo spettacolo ‘Cuore d’oro silenzio d’argento’ che proprio la Compagnia degli evasi ha dedicato a Dante Castellucci il Comandante Partigiano ‘Facio’ evento conclusivo della giornata  che inizierà alle ore 9:00 nella sala consigliare del Comune di Sarzana, con il convegno ‘Il caso Facio alla luce delle recenti ricerche’ seminario organizzato dal MaR Museo Audiovisivo della Resistenza delle Provincie della Spezia e di Massa Carrara, iniziativa di approfondimento sul caso Facio e su altri casi simili della storia partigiana italiana ancora aperti e mai chiariti del tutto, che pone lo sguardo sugli errori del passato per una nuova disponibilità alla ricerca ed al confronto scientifico.

Lo spettacolo teatrale si terrà invece alle ore 21:15 nella Sala Convegni del Centro Sociale di Molicciara di Castelnuovo Magra, in via Carbonara n.120, adibita a teatro, con palco rialzato e 120 posti a sedere. Il costo dei biglietti è di €10 con ridotto a €7 per i soci Arci, per i minorenni e gli over 65, info e prenotazione al 3358254436.

Lo spettacolo, promosso da Anpi Castelnuovo Magra, scritto e diretto da Marco Balma, da un idea del ricercatore Gianni Neri, direttore del MaR arriva a Castelnuovo Magra dopo la replica estiva in Calabria nel paese natio di Castellucci, <Ringrazio per la collaborazione e per le gentili concessioni Cesare Cattani e la famiglia Castellucci-Servidio> dice Balma <e tutti gli storici che hanno scritto sulla vicenda, è grazie alla lettura dei loro testi che mi sono appassionato alla vita di Dante Castellucci, ma questo spettacolo è solo un atto di ossequio: è un modo per ricordare un ragazzo che avrebbe preferito vivere e che ha invece dovuto salutare il mondo a nemmeno ventiquattro anni>. Dante Castellucci, conosciuto come il partigiano ‘Facio’ è una delle figure più affascinati della storia della Resistenza, ma tra le meno conosciute. <Lo spettacolo, -prosegue Balma,- ripercorre la sua vita, dalla nascita in un paesino calabrese alla morte ad Adelano di Zeri nel Luglio del ’44 per mano dei suoi stessi compagni di battaglia a causa di una falsa accusa di furto. Di molteplici capacità artistiche, violinista, poeta, pittore, romanziere, drammaturgo e attore, nella sua pur breve vita, Facio ha attraversato la recente storia d’Italia legandosi a nomi importanti quali quello della famiglia Cervi,  della famiglia Sarzi Madidini e alla memorabile battaglia del lago Santo. Eppure, per anni, ha dovuto subire l’oblio a causa di una morte troppo imbarazzante per poter essere trattata con il necessario rispetto. Addirittura, per coprire chissà quali fantasmi, si arrivò a consegnare alla madre, nel 1963 una medaglia d’argento al valore militare, sigillando, con una motivazione inventata, l’infamia della sua morte. L’intenzione dello spettacolo non è quella di fornire prove dell’ innocenza di Facio, non credo che un palcoscenico possa essere la sede adeguata, mira piuttosto a far riflettere lo spettatore su una verità semplice: la vita di un uomo è definita dalle sue azioni. Non i documenti, ma le testimonianze, non gli archivi, ma i fatti, non gli atti legali ma il comportamento parlano in sua difesa. Le persone che lo hanno conosciuto e hanno condiviso con lui la lotta, gli stenti, il carcere, il pane, le sigarette, le pallottole, che lo hanno seguito e che a lui hanno affidato la propria vita, e o hanno amato, non  hanno bisogno di prove. Facio era questo. Agiva in questo modo. Giudicate voi, ribadisce Balma>. <Il 2015 segnerà il 71° anniversario della morte di Facio, –prosegue Balma,-  e c’è chi sta lavorando da anni per ristabilire la verità, per convertire quel falso argento in un più meritevole oro; noi degli ‘evasi’, pur appoggiandoli in pieno, ci limitiamo a dedicare a quel ragazzo di Calabria quest’ora e mezzo di attenzione, cercando di riportare in vita, non tanto le sue gesta, quanto l’onestà e la sincerità del suo essere uomo e, assieme con lui, di molti di coloro che hanno permesso alla nostra generazione di vivere in un paese libero>.

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Lo spettacolo è l’ideale conclusione di una trilogia dedicata dagli Evasi agli eroi-non eroi della nostra storia recente, cominciata con “Sepolti Vivi memorie dalla miniera” che ricordava i sacrifici dei minatori della piana di Luni e seguita da “Jacobs”, il comandante tedesco passato ai partigiani e morto in azione tra le loro fila. <Se gli Evasi hanno affrontato queste tematiche, dice Balma, e continuano a farlo, (è infatti in cantiere un nuovo spettacolo sulle lavoratrici dello jutificio di Fossamastra ispirato al libro di Sondra Coggio), lo devono anche alla passione di Gianni Neri, Direttore del MaR che ci ha sempre stimolato, incoraggiato, suggerendoci che certi argomenti non sono mai superati. E se spesso i nostri spettacoli hanno riscosso molto successo, e non mi riferisco ai riconoscimenti ‘ufficiali’ che pure ci sono stati e copiosi, ma all’accoglienza da parte del pubblico, soprattutto giovane, che ci ha sempre degnato di attenzione, calore e a volte stupore, lo dobbiamo anche a lui>.

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La rassegna Teatrika Scenari è abbinata alle iniziative culturali promosse dall’Arci Sarzana Valdimagra, e da MaR Museo Audiovisivo della Resistenza delle Provincie della Spezia e di Massa Carrara. Info 3358254436 www.evasi.itcompagnia@evasi.itwww.castelnovomagra.com

 

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