Regionali 2015: Giorgio Pagano risponde a Marina Caprioni

LA SPEZIA– Carissima Marina,

rispondo alla tua lettera aperta. Contraccambio stima e affetto, ma non concordo con la tua analisi della situazione politica regionale. Innanzitutto commetti un errore profondo parlando di “astiosità e millanteria di pochi” a proposito delle persone e delle associazioni della società civile che mi sostengono. Ti ricordo che i cinque garanti della mia candidatura sono personalità di alto profilo morale: Nicoletta Frediani, Pietro Lazagna, Giunio Luzzatto, Michele Marchesiello e Adriano Sansa. E che all’assemblea a San Torpete, una delle più belle a cui ho partecipato da molti anni a questa parte, c’era tanta parte del mondo della cultura, dell’ambientalismo e della solidarietà. Un nome per tutti: Deborah Lucchetti, presidente di Fair, che sta coordinando il lavoro sul programma. Circa la scelta di “Altra Liguria”, il  calore dei suoi aderenti, che pur mi conoscevano molto poco, è stato straordinario: 101 voti su 145 votanti per la scelta del candidato a Presidente della Regione!

La rottura tra questo mondo civico e i partiti della Rete a sinistra è avvenuta quando, dopo un lungo percorso, sono stato proposto come candidato unitario da parte di tutte le forze politiche e sociali  tranne i civatiani e Sel, quest’ultima non perché non fosse d’accordo ma perché era in attesa di una riunione con un dirigente nazionale; ci si è aggiornati a qualche giorno dopo, e in quell’occasione civatiani e Sel hanno improvvisamente proposto Luca Pastorino, deputato civatiano. E’ chiaro che questa operazione così brutale ha umiliato le forze civiche, già diffidenti verso i partiti, impedendo quella saldatura tra civismo e sinistra per cui mi sono sempre battuto. A mio parere si tratta di un’operazione vecchia e stantia, organizzata da minoranze inconsistenti che contano poco, non hanno una reale visione alternativa e si rifugiano da tempo in una cultura minoritaria e perdente che non parla più a nessuno e può solo allontanare le tante persone disamorate dalla politica per colpa della politica. E’ un’operazione tutta politicista fatta nel nome, come tu dici, di un “progetto nazionale”, e che basa la sua “forza” sugli apparati (esigui ma cocciuti perché difendono se stessi). Il nuovo soggetto politico della sinistra non può nascere certo così! Dalla Rivoluzione francese a Podemos, prima dell’unità politica c’è sempre stata l’unità sociale e popolare: altrimenti  l’unità è solo quella dei ceti politici.

Mi chiedi, infine, “generosità”: credo di averla dimostrata, dicendomi disposto a ritirare la mia candidatura insieme a quella di Pastorino, per ricercare insieme una terza figura di alto profilo politico e morale capace di unire civismo e sinistra. Purtroppo questo atto di responsabilità non ha avuto risposta alcuna. Dammi atto che io non ho mai detto, a differenza di Pastorino, “o me o nessuno”.

Detto questo, sto riflettendo. La “frammentazione” che temi non piace nemmeno a me. Ma quello che soprattutto non mi piace sono i resti disperati di un sistema che ha condotto allo smantellamento inesorabile di una politica ormai screditata agli occhi dei cittadini. Questi resti sono i veri avversari. E’ per questo che sempre di più sono e saranno i cittadini i destinatari della mia proposta.

Un fraterno abbraccio

Giorgio Pagano

 

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.