Chi dirige la cultura alla Spezia? Lo strano caso di consulenti, direttori e presidenti

Delle anomalie nelle nomine alla cultura e degli incarichi se ne era occupato in sede di Consiglio Comunale Giulio Guerri quando fece qualche mese fa un’interrogazione relativa alle spese dell’estate spezzina.

Ma dopo la famigerata short list del 2012 relativa a Civico e CAMEC, tanto decantata come il “massimo della trasparenza” nella governance comunale dall’allora assessore Del Prato poi fuoriuscito, come sono andate a finire le cose?

Come ben sappiamo, delle due nomine, una fu annullata, quella relativa a ALinghieri, da un TAR che obbligò il Comune a pagare persino le spese legali ai ricorrenti.

Quindi niente di fatto, al Teatro Civico non c’è e non ci può essere alcun direttore artistico e considerato che la ragioniera Patrizia Zanzucchi va in pensione a breve, chi tirerà avanti la baracca di  Piazza Mentana?

IL gruppo dei ricorrenti potrebbe anche singolarmente continuare la procedura del ricorso, informando il giudice del versamento effettuato dal Comune ad Alinghieri nonostante la sentenza del TAR (e ammontante più o meno a diecimila euro), considerato che si tratta di una procedura di verifica non soggetta a scadenza. E anche gli stessi consiglieri comunali potrebbero chiederne ragione al Sindaco o farlo presente alla Corte dei Conti.

Intanto appunto, ci sono solo dei fantasmi eduardiani che vigilano sul Teatro. Un Teatro che ha fatto della scarsa qualità delle proposte artistiche il suo cavallo di battaglia.

Ma all’orizzonte appare la novità, in pole position per il CDA della Fondazione, al posto della Aloisini, fuoriuscita per diventare assessore a Lerici e poi fuoriuscita pure da lì, e che fu nella commissione della short list del Civico che votò Alinghieri poi annullato, c’è proprio ALinghieri presidente delle Istituzioni culturali, incarico a zero euri.

Va da sé che le due nomine sembrerebbero a prima vista incongruenti, anomale quanto meno. Poiché la Fondazione tra le altre cose dovrà decidere contributi da assegnare alla cultura sarebbe imbarazzante se avesse nel CDA proprio un potenziale rappresentante di una delle Istituzioni destinatarie dei fondi. Non sappiamo se si tratterebbe tecnicamente nel caso di “conflitto di interessi” ma riteniamo quanto meno poco corretto mantenere le due posizioni. Quindi, se ALinghieri rinunciasse al posto di Presidente, avremo l’en plein.

Nessuno al Civico, nessuno alle Istituzioni, nessuno al Camec. E si, perché la questione cultura senza poltrone si estende anche al Museo d’arte contemporanea.

Nella stessa mandata di short list di Alinghieri della fine del 2012 uscì, per il CAMEC il nome di Francesca Cattoi, con un ottimo curriculum. E però il suo contratto è scaduto il 20 marzo 2014, perché il bando era solo annuale, come si può vedere da questi documenti. Ma come sappiamo dalla (sia pur scarsa) attività del Museo, la Cattoi continua a occuparsi di curatela, mostre e affini.

Quindi anche qua, fantasmi dentro il Museo, come in un film con Ben Stiller.

Siamo in attesa di sapere dal Comune motivo di queste assegnazioni  che essendo temporanee dovrebbero decadere ma non decadono.

Come si può vedere poche idee molto confuse da parte dell’amministrazione nella gestione di chi dirige la cultura, figuriamoci come ce le avranno chiare nei contenuti da mettere nella programmazione.

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