Fincantieri: gli interventi della Lega Nord e di Rifondazione Comunista

GENOVA– «Da settimane ci siamo mobilitati, a tutti i livelli istituzionali, a fianco del lavoratori di Fincantieri di cui condividiamo le preoccupazioni. Purtroppo, nonostante ci siano commesse in arrivo da milioni di euro, l’azienda sta cercando di spacchettare un reparto, per quello che riguarda il cantiere di Riva Trigoso, come quello della Meccanica in cui lavorano centinaia di persone, tra lavoratori diretti e dell’indotto, e inoltre sta chiedendo sacrifici assurdi agli operai». Così interviene Edoardo Rixi, consigliere regionale e candidato alla Presidenza della Regione Liguria della Lega Nord, che domani sera insieme al capogruppo del Carroccio in Senato Gian Marco Centinaio parteciperà all’incontro con i sindaci del comprensorio a Sestri Levante per discutere del futuro di Fincantieri. «Anche su Sestri Ponentedove ancora non è stata mossa una ruspa per realizzare l’indispensabile opera del ribaltamento a mare – si stanno profilando preoccupanti scenari per i lavoratori e sul Muggiano l’amministrazione provinciale guidata dal sindaco Pd della Spezia Federici ha ventilato la possibilità della messa all’asta del bacino di carenaggio mobile, indispensabile per le operazioni di varo delle navi. In questo scenario – dice Rixichiediamo che sia fatta chiarezza sulle reali intenzioni dell’azienda. Non vogliamo che si ritorni indietro di tre anni con posti a rischio o spacchettamenti di un’eccellenza del nostro territorio. La presenza di Fincantieri è indispensabile per dare quel valore aggiunto e quell’attrattività necessaria al comparto della navalmeccanica che per la Liguria può rappresentare il settore di punta dell’industria ligure del futuro, collegata anche al business delle navi da crociera».

Sull’argomento interviene anche Rifondazione Comunista, con un comunicato di solidarietà.

La federazione provinciale spezzina di Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà ai trecento lavoratori di Fincantieri Muggiano che questa mattina hanno scioperato in blocco contro le assurde decisioni dell’azienda riguardo alla soppressione del premio di produzione. Si tratta, dopo lo scandaloso “Jobs act“, dell’ennesimo attacco a chi lavora da parte del governo Renzi, azionista di maggioranza di Fincantieri e sempre prono ai continui diktat confindustriali, come dimostrano proprio le recenti parole di Giorgio Bucchioni, presidente di Confindustria spezzina. Per Bucchioni infatti tutto ciò che i lavoratori rivendicano sembrano “ostacoli e condizionamenti gestionali“, nonché “strumentalizzazioni“, come se la guerra ai lavoratori, in corso da anni, non fosse farina del loro sacco.Per lor signori, evidentemente, difendere i propri diritti e non farsi schiacciare dalle logiche padronali è un’operazione antiquata, un intralcio alla produzione e al profitto (degli industriali, ovviamente).
Contro questa concezione “culturale“, che Berlusconi ha introdotto, che Monti ha perfezionato e che il renzismo ha definitivamente sdoganato, si pone solo la Fiom di Landini, a cui va la nostra piena vicinanza. Il grande “modernismo” che Renzi e Confindustria vogliono introdurre significa solamente precarietà estrema, perdita dei diritti fondamentali, aumento delle ore di lavoro, riduzione salariale e guerra fra poveri. L’Italia volta davvero pagina, non c’è che dire: solo con un fronte unico di opposizione sociale e politica si può interrompere questo braccetto fra una classe industriale speso corrotta (come evidenziano i continui fatti di cronaca) e un governo al suo completo servizio.

Per questo auspichiamo una grande mobilitazione per le vie della città: Spezia deve restare al fianco dei lavoratori del Muggiano in lotta.

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