Dal M5S un’idea alternativa per Marinella

SARZANA– Caro Sindaco Cavarra,
le scriviamo queste righe perché è assolutamente vero: dire sempre no è facile!
Bisogna proporre soluzioni alternative.
Dunque eccoci qui a proporle le nostre idee sulla splendida piana di Marinella.
Innanzitutto sarebbe opportuno, per la questione Marinella ripresa pomposamente in questi giorni grazie all’intervento nella vicenda dell’imprenditore Oscar Farinetti e della sua di Eataly, abbandonare i toni da “Campagna Elettorale delle Promozioni 3 x 2” e diventare seri.
Lo sappiamo che la tentazione è alta, visto che avete constatato che l’offerta speciale, da Berlusconi, con l’ICI, a Renzi, con gli ottanta euro, in Campagna Elettorale, sembra pagare, e molto, ma qui ci vogliono i piedi ben piantati per terra anche perché si sta giocando con il futuro, l’economia, e la vita di un intero territorio e del suo popolo.

Apprezziamo molto l’idea di non cementificare un’area naturale così importante, ma siamo assolutamente contro l’idea di una coltura intensiva che non rispetti le tipicità climatiche e geografiche del nostro territorio. Farinetti ha una idea tutta strana del buon cibo italiano ed oggi più che mai, col suo progetto l’ha ampiamente dimostrata. Creare il grande Orto d’Italia a Marinella per coltivarvi, ad esempio, le Cipolle di Tropea è innanzitutto uno schiaffo alla tipicità geografica dei prodotti, alla cultura culinaria del nostro Paese, e all’intelligenza del Consumatore.
Inoltre, a detta sempre dello stesso Farinetti, a Marinella si vorrebbero coltivare ortaggi per deliziare tutto il Nord Italia e tutto il mondo, ma, ci chiediamo: quale sarebbe il reale prezzo da pagare?
Sicuramente potremmo dire addio alla tanto ricercata filiera corta, quella che vuole che il prodotto, per mantenere tutta la sua freschezza e la sua naturalezza, percorra meno chilometri possibili dall’orto alle case dei consumatori; ma dovremmo persino dire addio alla tranquillità di una zona che dovrà esportare i suoi prodotti, per forza di cose, su mezzi gommati pesanti con conseguente aumento del traffico e quindi dell’inquinamento dell’aria, dell’inquinamento acustico.

Caro Sindaco, noi siamo qui a dirle: vuole veramente preservare le caratteristiche agricole della campagna di Marinella? Vuole realmente creare occupazione sul nostro territorio? Se non è, come in effetti pare, una mera mossa elettorale per portar voti alla sua parte politica, bene, noi siamo d’accordo, ma sappia che la soluzione non si chiama Orto d’Italia.
La soluzione non si chiama Farinetti, né tantomeno Eataly. La soluzione si chiama: “Giovani della Vallata del Magra”.

Intercettiamo i fondi europei per il lavoro. I soldi in Regione ci sono! Trasferiamoli qui, sul nostro territorio, non per fare, almeno per una volta, solamente della “sterile formazione fine a se stessa” ma per creare davvero una concreta opportunità lavorativa. Attiviamoci per creare una cooperativa locale formata da giovani della vallata che hanno voglia di cimentarsi con la terra e con l’agricoltura. Chiediamo al Monte dei Paschi di Siena la concessione, a questo nuovo soggetto lavorativo, di dieci ettari di terreno, alle stesse condizioni concordate con l’imprenditore Farinetti (comodato d’uso gratuito), almeno per un periodo di cinque anni, in modo da avviare l’attività. Poniamo la cooperativa sotto la direzione e la supervisione tecnica ed agronomica dell’Istituto Agrario Arzelà di Sarzana in modo che le professionalità di alto profilo presenti nell’istituto possano seguire e formare i nuovi assunti, e guidare le scelte in campo agricolo.

Impegniamoci affinché la cooperativa parta con venti ragazzi assunti a tempo indeterminato da impiegare tra gli orti e gli uffici che, per forza di cose, serviranno per gestire al meglio il lavoro. Attiviamoci per aggiungere, a questi lavoratori, almeno dieci giovani che ad oggi vivono particolari disagi sociali e che hanno reali necessità di recupero, e almeno dieci giovani stagionali provenienti, con regime di stage scolastico, dall’istituto agrario sarzanese. Valutiamo magari anche la possibilità di assegnare per i richiedenti un alloggio, recuperando così anche parte del patrimonio immobiliare presente nel borgo che versa in condizioni degradate, in quanto abbandonato. Valutiamo l’apertura di punti vendita a chilometri zero degli ortaggi prodotti in azienda.
In questo panorama lavorativo nuovo l’impegno dovrà, ovviamente, essere:

la coltivazione di prodotti tipici locali che rispettino le tradizioni del nostro territorio e le sue caratteristiche climatiche e geografiche, la promozione della filiera corta e del così detto prodotto a chilometri zero, l’interscambio tra il mondo della scuola e quello del lavoro, la creazione di una vera opportunità di lavoro per i nostri giovani, che consenta loro di crearsi un futuro solido qui, nella loro terra!

Infine non poca importanza , in un contesto di questo tipo, avrebbe anche riuscire ad attivare una stretta collaborazione con la ristorazione locale che trarrebbe senza dubbio notevoli benefici dalla tipicità dei prodotti proposti. Questo serve a Marinella per lanciarsi con fiducia verso il futuro senza disperdere il suo passato e la sua terra ricca di luoghi sicuramente da preservare: primo fra tutti il suo caratteristico (anche se sempre più malandato) borgo.

Gruppo Intercomunale M5S

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