Acam e il disservizio del tubo rotto Confcommercio corre in difesa degli operatori

LA SPEZIA– Quanto accaduto ieri in città non potrà certamente passare inosservato, in silenzio e senza che qualcuno paghi per il disservizio che ne è derivato.
Poiché quanto è successo ha portato tantissimi imprenditori spezzini a subìre un mancato guadagno e a dover chiudere l’attività o a non erogare servizi per la giornata appena trascorsa: pubblici esercizi (quindi bar, ristoranti, gelaterie, rosticcerie, pasticcerie), gastronomie, alimentari, panifici, alberghi, strutture ricettive extralberghiere, autolavaggi, studi medici, parrucchieri, saloni estetici. Sono solo alcun delle categorie rimaste inguaiate dalla rottura della rete idrica cittadina.
Da quanto abbiamo appreso in queste ore non si tratta di errori umani o calamità naturali, bensì di cattiva manutenzione sulla stessa rete. Se si parla di manutenzione, quindi, vuol dire che qualcuno doveva vigilare ed eventualmente intervenire per tempo sulla qualità e validità dei materiali e/o degli impianti.

Se così non è stato il responsabile dovrà ripagare gli operatori che ci hanno rimesso. Intanto sia i nostri uffici che i nostri legali stanno analizzando la questione, perché è tanto logico quanto chiaro che qualcuno dovrà rimborsare tutti coloro i quali sono restati colpiti, nelle casse aziendali, da quanto è successo. Come sempre Confcommercio c’è ed è a disposizione degli operatori spezzini.

Roberto Martini

Direttore Provinciale Confcommercio

 

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