Sulla candidatura di Giorgio Pagano Giusteschi Conti replica a Don Farinella

LA SPEZIA– Debbo dire che quando ho appreso che una persona così importante e influente (e lo dico senza alcuna ironia, sia chiaro), come Don Farinella si era preso la briga di rispondermi, un po’ di apprensione mi ha colto. Pure nella convinzione, infatti, delle mie posizioni, il dubbio di aver negligentemente omesso qualcosa e quindi di aver sbagliato mi ha colto.
Mentre leggevo quindi la sua risposta mi aspettavo di trovare argomenti attualmente stringenti, opposizioni puntuali a quanto da me affermato.
E soprattutto mi aspettavo di trovare esplicati i motivi per i quali ritiene che una persona dalla storia politica come Giorgio Pagano sarebbe il miglior candidato possibile per la società civile. I motivi per i quali una persona che nella vita ha fatto sempre e solo il politico (non che vi sia nulla di male, anzi, se fatto bene è un mestiere nobilissimo e di grande impegno) dovrebbe essere la migliore espressione della società che di questa politica ormai non ne può proprio più. E invece nulla, con mia grande sorpresa, il merito è stato totalmente eluso, gli argomenti portati da Don Farinella, detto con il massimo rispetto per lui e per coloro che intraprendono un cammino di fede, potrebbero andare bene se dovessimo scegliere un seminarista o un parroco, ma non per un candidato che si propone di rompere con il sistema di amministrazione portato avanti dai suoi ex compagni di partito, dagli stessi – sempre loro da numerosissimi anni – dai quali si è separato, è vero, nell’ormai lontano 2007, ma non forse per i motivi che dice lui, e che hanno rappresentato comunque la più assoluta continuità con quanto da lui iniziato.

Mi aspettavo, forse, che mi fosse detto che cosa ha fatto, non detto, perché a parole siamo tutti bravi, Giorgio Pagano in questi anni per opporsi a questo sistema di potere. Mi aspettavo di trovare motivi, fatti, non professioni di fede. Una cosa che invece non mi aspettavo di trovare nelle parole di Don Farinella è l’errore (perché non voglio pensare che sia ipocrisia) di voler scindere la lotta politica da quella personale.
Negli ultimi vent’anni della nostra storia, ma credo anche prima, ciò non è stato possibile, se mai lo è stato; come si può dire che il modo di amministrare, di concepire anche, la Cosa Pubblica prescinde da chi lo fa? Come si può sinceramente pensare che il modo di essere di una persona non influenzi la sua attività? Se io critico, come fa lo stesso Don Farinella, mi pare, il modo di fare politica e di amministrare della Signora Paita, non posso non criticare la Signora Paita, non è proprio possibile, perché si fa, in politica più che mai, ciò che si è. La Signora Paita è la perfetta espressione della politica che anche Don Farinella dice di voler combattere (e dalla quale deriva lo stesso Giorgio Pagano) e allora come si fa a non dire che essa è inadeguata a diventare presidente della nostra regione? E’ un attacco personale? E’ un attacco politico? Sì a entrambe le domande, perché, ripeto, è un’ipocrisia o un grave errore di valutazione, a seconda dell’animus, pensare di poter essere un amministratore o un politico diverso dalla persona che si è.

A meno di non pensare che si sia eterodiretti, ma anche in tal caso non mi pare che si possa dire di essere la miglior persona da eleggere a un’importante carica amministrativa, tantomeno politica. Don Farinella asserisce che Giorgio Pagano sia pronto a rispondere alle accuse che gli ho portato, spero che sia vero, spero che davvero voglia venire nella sua città e rispondere in un pubblico dibattito a quanti gli volessero chiedere conto della sua amministrazione e magari anche di ciò che ha fatto dopo e magari ancora volessero conoscere i motivi della sua conversione, quale sia stata la sua via per Damasco. Detto tutto ciò per amor di verità aggiungo che sono anni, molti anni, anche se Don Farinella non lo sa, che ci battiamo e ci sporchiamo le mani, come dice lui, quasi sempre inascoltati. Se avrà tempo, sarò ben felice di raccontargli la nostra storia e fargli capire che siamo in buona fede e, come lui, lottiamo per riportare a votare le persone deluse e amareggiate dal sistema Pagano-Burlando-Paita.

Quando e se vorrà, ne sarò veramente lieto.

Su una cosa, per concludere, Don Farinella ha però ragione, piena ragione: non c’è più tempo, ogni tentativo di cambiare ciò che egli ha avviato sarebbe velleitario e quindi concludo con un augurio, sincero, ovvero che lui abbia ragione e io torto, che Giorgio Pagano sia davvero, si dimostri davvero, il miglior candidato possibile per la società civile. E’ un augurio per tutti noi.

(Nicola Giusteschi Conti)

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