La commedia è una lettura della vita. Vincenzo Salemme intervistato da Daniele Ceccarini

Vincenzo Salemme è un attore e regista ironico e istintivo che nella sua prolifica carriera si è alternato tra il teatro e il cinema con uno stile di  comicità personale e mai volgare realizzando numerosi film e spettacoli teatrali. Decide di dedicarsi alla professione di attore dopo aver terminato gli studi classici nel 1976 quando viene scritturato nella compagnia di Tato Russo. L’anno seguente entra a far parte della compagnia di Eduardo De Filippo, con cui collabora stabilmente anche dopo la morte di Eduardo, con il figlio Luca fino al 1992. Nel 1981 debutta cinematograficamente con Nanni Moretti e collabora in Sogni d’oro, Bianca e La messa è finita. In seguito prende parte alla compagnia di Carlo Cecchi e nel 1988 vince il Premio Sciacca come miglior attore non protagonista. Diventa anche autore teatrale e realizza spettacoli come “Golpe“, “Alla memoria”, “Sogni, bisogni, incubi e risvegli”, “Buonanotte” e “Il Signor Colpodigenio” nel 1990 decide di creare una sua compagnia teatrale l’Associazione Culturale Emporio Teatro che in seguito chiama ‘Chi è di scena‘, con la quale produce e continua a realizzare i suoi spettacoli tra cui “A chi figli e a chi figliastri” (1991), “Lo strano caso di Felice C.” (1992), “Passerotti o pipistrelli?” (1993),”Fatti unici per atti comici” (1994), “La gente vuol ridere” (1993), “E fuori nevica” (1995), “Io & lui” con Giobbe Covatta, “Pazza d’amore” con Marisa Laurito, “Fiori di ictus” (1996), “L’amico del cuore” (1997), “Di mamma ce n’è una sola” (1999), “Sogni e bisogni” (2001). Nel frattempo nel 1998  gira il suo primo film come regista, tratto da una sua commedia “L‘amico del cuore” con il quale otterrà un buon successo di botteghino. Da allora alternandosi con l’attività teatrale continua a scrivere, dirigere e interpretare per il cinema numerose commedie sempre con un buoni risultati ai botteghini. Ricordiamo Amore a prima vista (1999), A ruota libera (2000), Volesse il cielo  (2002), Ho visto le stelle (2003), Cose da pazzi (2005), SMS-Sotto mentite spoglie (2007), No problem (2008), partecipa come attore a numerosi film tra cui La vita è una cosa meravigliosa (2010) e Olè di Carlo Vanzina, Ex di Fausto Brizzi, Baarià di Tornatore, l’ultimo cinepanettone di Boldi A Natale  mi sposo (2010), Baciato dalla fortuna (2011), 10 regole per fare innamorare di Bortone (2012), Buona giornata (2012), Mai stai uniti (2012)  e Sapore di te (2014) di Carlo Vanzina.0164

 

1 Pensa che il cinema italiano sia in crisi?

Siamo in crisi nel senso che ci sono pochi soldi, ma io credo che quando ci sono pochi soldi vengono fori contenuti, vedrete che verrà fuori un cinema migliore se possibile simile a quello che abbiamo avuto nel dopo guerra fino agli anni sessanta.

2 Com’è nata la sua passione per la recitazione?

E’ nata da bambino perché avevo sempre voglia di recitare e di mettermi in mostra, nasce per questo perché ho bisogno d’affetto.

3 I suoi genitori che tipo di futuro immaginavano per lei? L’attore?

No, mio padre era avvocato e si immaginava una carriera d’avvocato anche per me ma io sono nato con una voglia irresistibile di fare teatro e credo che quest’amore non finirà mai.

4 Saper fa ridere è un dono o serve studiare? Qual è il segreto per far ridere?

Sono convinto che saper far ridere sia un dono naturale anche se lo studio e l’esperienza sul palco sono molto importanti. Quando ero ragazzino mi succedeva una cosa curiosa:  la gente rideva sempre, anche quando dicevo una cosa seria e allora mi sembrava di aver detto una sciocchezza. Questo mi ha reso consapevole del fatto che riuscivo naturalmente a far ridere. Poi certo ho avuto la fortuna di avere maestri unici, artisti veri come Eduardo De Filippo dai quali ho potuto imparare come stare su un palco e come si può far ridere. A Eduardo devo tanto, ho imparato molto anche semplicemente osservandolo, il suo teatro era un teatro fatto per il popolo perché era comprensibile e amato da tutti e per questo è davvero unico. 

Cos’è la commedia per Lei?

La commedia è una lettura della vita, è come dire l’alba è come dire il sole, la commedia è nel nostro DNA, noi siamo commedia, l’essere umano è commedia, è impossibile farne a meno.

Ricorda il suo primo vero spettacolo?

Certo, molto bene io ho fatto una cosa filodrammatica quando stavo al liceo a Napoli, non avevo ancora 18 anni, Sergio Solli mi fece fare un suo spettacolo e entrai nella sua compagnia, poi in seguito mi portò poi nella compagnia di Edoardo de Filippo con cui ho collaborato tanti anni.

7 Preferisce il teatro o il cinema?

Mi piacciono entrambi però mi piace farlo bene, sia che faccia uno spettacolo teatrale o un film mi piace lavorare per un risultato fatto bene. Io quando scrivo creo un mondo tutto mio; ogni mio spettacolo o film è una storia che cerco di raccontare per esprimere me stesso, per comunicare agli altri una parte di me. Mi piace lavorare, diciamo che mi piace mettere in scena, recitare fa parte di me, è una cosa che amo da sempre.  Mi piace proprio da morire, in fondo è un modo per sopravvivere.

8 Cosa pensa della satira politica?

Oggi ci sono gli attori che fanno satira come una volta c’erano i buffoni di corte che prendevano in giro il re. La satira politica mi piace ed è fondamentale che in una società ci siano artisti che si dedicano a questo. Però bisogna fare attenzione,  gli artisti che criticano solo da una parte o si legano ad un’unica parte politica non vanno bene, perché sono convinto che l’artista debba mantenere sempre la propria libertà e in questo senso la satira fatta bene è molto importante e utile perché può funzionare anche da stimolo e da spinta per  le autorità che vengono criticate.

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