Negramaro, il sapore corposo del successo (di Fabrizio Bordone)

Gruppi di giovanissimi, accomunati dall’amore per la musica, carichi di sogni ad occhi aperti. Si riuniscono in scantinati, garage, luoghi di fortuna. C’è sempre un leader, generalmente è il cantante della band, spesso scrive i testi da solo. Ha carisma verso gli altri, a volte impone le proprie idee ad ogni costo. Il piu’ taciturno di solito suona la batteria, il piu’ erudito le tastiere, ai piu’ ribelli spettano le chitarre. Provano per ore ed ore, il tempo si ferma quando suonano insieme ed i sogni ad occhi aperti si accumulano. Immaginano folle acclamanti, palchi prestigiosi, ragazze in delirio, importanti interviste. A poco a poco, la musica diventa lo scopo della vita, il tutto, il motore con il quale sfrecciare verso il futuro. Ma il mondo non è abbastanza largo perché ci sia spazio per tutti. Come per ogni aspetto dell’esistenza, avviene una selezione naturale, una legge impietosa. I primi banchi di prova sono i concerti (parola grossa) in piccoli ambiti locali, davanti a pochi amici o nella piazzetta del paese. E quello è il primo traguardo di una corsa a tappe, l’iniziazione, il primo steccato abbattuto. Anche i Negramaro hanno cominciato in questo modo. Tanta gavetta fatta di esibizioni dal vivo, di paese in paese, in luoghi spesso improbabili. Figli di una terra orgogliosa, il Salento, con la Magna Grecia nel dna, il sud del Sud, quel mezzogiorno attivo, che mai starebbe con il cappello in mano aspettando elargizioni. Carattere sanguigno, come il vino dal quale hanno mutuato il nome. Un vino corposo, nerissimo, tipico delle zone dove il terreno viene bruciato dal sole e dove spira sempre il vento. Senza troppi clamori ne hanno fatta di strada questi sei ragazzi pugliesi. Nel panorama musicale italiano non è facile ritagliarsi uno spazio chiaro e duraturo ma loro sono in auge da una dozzina d’anni e nella loro bacheca vantano svariati dischi di platino e diamante. Una grossa spinta giunse da Sanremo 2005 quando si fecero conoscere al grande pubblico con il loro classico Mentre tutto scorre”, il cui album omonimo vincerà in seguito il Premio Lunezia. Spopolarono nell’estate 2007 con il loro brano piu’ famoso, “Parlami d’amore”, a lungo in vetta alle classifiche. Il loro è un pop-rock grintoso e passionale, esattamente come il leader Giuliano Sangiorgi, il cui modo di cantare è diventato un marchio di fabbrica. Tanta esuberanza lo ha portato, qualche tempo fa, ad affrontare un delicato intervento alle corde vocali che ha costretto la band ad un lungo stop, per poi ripartire piu’ lanciati di prima. I testi, da lui scritti, sono diretti, immediati, a volte crudi: “usami, straziami, strappami l’anima”, altre piu’ intimisti: “non senti che tremo mentre canto”, quasi poetici: “abbracciami ancora tra nuvole e lenzuola”. Ha composto persino per Andrea Bocelli, mentre la band ha partecipato a rassegne musicali prestigiose tipo Il concerto del Primo Maggio, Arezzo Wave, che da decenni è una fucina di nuovi talenti, l’Heineken Jammin’ Festival ed altre ancora. Un punto di forza dei Negramaro è il fatto di non aver cambiato formazione. L’affiatamento è totale ed è una caratteristica fondamentale per poter rimanere a galla nel variegato mondo della musica. Molto spesso, il leader di un gruppo si trova davanti ad un bivio, è successo ormai centinaia di volte, ossia se convenga tentare la strada come solista o meno. Per i fans, quando questo avviene, si tratta di un’autentica tragedia e generalmente ciò coincide con il declino della band in questione. Attualmente, i Negramaro  godono di un grande seguito a livello nazionale, il passaggio dai circuiti locali ed alternativi alla popolarità è stato graduale e sono una realtà consolidata. Umiltà e coesione sono il loro asso nella manica, non si sono fatti abbagliare neppure quando, da Nardo’, si sono trovati catapultati nei prestigiosi Plant Studios di San Francisco dove registrarono il quarto album. Hanno anche tenuto un concerto allo stadio di San Siro davanti ad almeno 40.000 persone. Altra anomalia, sono rimasti fedeli alla casa discografica che ha creduto in loro dagli esordi, quella Sugar Music di Caterina Caselli, autentica ed instancabile talent-scout. Hanno proposto una loro versione di “Meraviglioso”,una delle piu’ belle canzoni di Modugno, facendola cosi’ tornare in voga e conoscere ad un pubblico giovane, ottenendo grandi consensi. La band salentina si è cimentata anche in ambito cinematografico in diverse occasioni ed hanno partecipato alla Mostra del Cinema di Venezia con un documentario in chiave rock. Insomma, un sestetto poliedrico, impegnato, che non si adagia sugli allori. “Ti è mai successo di sentirti al centro, al centro di ogni cosa, al centro di quest’universo”. I Negramaro migliorano col tempo, come ogni buon vino che si rispetti.

(Fabrizio Bordone)

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