Critica della ragione dialettica. Tomo II. Recensione di Daniele Ceccarini

Curatore F. Cambria. Editore Marinotti

Jean-Paul Sartre, Critique de la raison dialectique, Tomo II, a cura di Arlette Elkaïm-Sartre, GallimardJean-Paul Sartre

urlCon la Collana Sartriana, le Edizioni Marinotti hanno realizzato un progetto particolarmente interessante in cui vedono la luce molti scritti inediti del grande filosofo francese. La Collana si avvale di un Comitato Scientifico di grande prestigio formato da: Gabriella Farina, Giovanni Invitto, Yannick Maignien, Mario Perniola, Jacqueline Risset, Rocco Ronchi, Pier Aldo Rovatti, Michel Sicard, Carlo Sini, Sandra Teroni. Il secondo tomo della Critique è uno dei tanti lavori rimasti inediti.  Michel Contat racconta che Sartre ne autorizzò la pubblicazione dopo la morte, perché “i testi rimangono incompiuti, così come sono, oscuri, in essi formulo delle idee che non sono completamente sviluppate e sarà compito del lettore interpretare dove avrebbero potuto condurmi”. Con questo lavoro,  definito uno dei più suggestivi dell’ultimo millennio, Sartre prosegue l’opera edita nel 1960. Secondo Arlette Elkaïm-SartreLa Critica della ragione dialettica II nasce dalla domanda “se ha un senso la Storia?“, definita come “il teatro delle relazioni conflittuali intersoggettive e luogo del divenire dell’uomo”. Sartre ricerca le condizioni di intelligibilità dei processi storici, ma lascia la  domanda e i problemi senza risposte. Così descrive in tutta la sua drammaticità il difficile rapporto tra il “sociale” e il “politico“, che si scontrano nella Storia.    Propone al lettore come strumento per rintracciare le trasformazioni storiche e il rapporto tra “la singolarità della praxis e la oggettività della Storia” l’esperienza critica. La lettura del libro offre al lettore la dimensione più intima e sofferta di Sartre-uomo, che disperatamente cerca di comprendere il senso dell’esistenza propria e di tutti gli uomini nella storia e al tempo stesso ne avverte l’impossibilità. Il libro diventa così uno specchio della dimensione umana dell’Autore “drammaticamente coinvolto in prima persona in tutti gli avvenimenti che contraddistinguono l’avventura umana”. Un libro su cui riflettere e meditare per capire “la condizione del vivere e sul progressivo cammino dell’esperienza critica, indispensabile alla costituzione di una società libera ed autonoma”.

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Jean-Paul Charles Aymard Sartre filosofo, scrittore, drammaturgo e critico letterario francese è il maggior esponente dell’esistenzialismo. Rifiutò la Legion d’onore, la cattedra al Collège de France e il Premio Nobel per la letteratura. Quando morì nel 1980  era  l’icona della gioventù ribelle e anticonformista del dopoguerra. Al suo funerale parteciparono sessantamila persone. Fu sepolto nel cimitero di Montparnasse a Parigi.  jean-paul-sartre-1905-1980-french-everettTra le sue opere filosofiche: L’Immaginazione; La Trascendenza dell’Ego; Idee per una teoria delle emozioni; L’immaginario; L’essere e il nulla; L’esistenzialismo è un umanismo; Critica della ragion dialettica  I;Critica della ragion dialettica II; L’intelligibilità della storia.

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