Candidatura di Giorgio Pagano: Don Farinella replica a Nicola Giusteschi Conti

GENOVA– Carissimo Direttore di Laspeziaoggi,

Ho letto l’articolo di Nicola Giusteschi “Il dolo e la Colpa, il passato e il futuro” (04 marzo 2015) e anche la “Lettera alla redazione: si alla candidatura di Adriano Sansa a Governatore della Liguria ma in lista anche Giorgio Pagano” di  Giovanni Gastaldi (06 marzo 2015).
Non conosco Nicola Giusteschi e sinceramente il suo articolo mi pare datato. Mentre leggevo, pensavo a chissà quali accuse avrebbe fatto, ma poi vedo che cita gli stesi esempi di cui Giorgio Pagano ha parlato pubblicamente nella mia chiesa, dicendo appunto come stanno le cose, che in parte sfuggono all’estensore. Forse starebbe più corretto chiamare Giorgio Pagano e segnalargli le ragioni e i contenuti, anche per avere la sua versione dei fatti. Queste accuse noi le conoscevamo già quando lo abbiamo candidato. A parte i contenuti, che interessano relativamente, non ho letto nemmeno una parola sugli otto anni di volontariato in Africa, in Palestina, fatto gratuitamente. Non una parola sul fatto che finito i due mandati non si è sistemato in qualche partecipata o poltrona sicura per potere e prebenda, non una parola che non abbia fatto carriera e che ha lasciato la politica attiva per il livello di degrado in cui ormai si andava sempre più scadendo in modo vergognoso.
È vero che Paita fu responsabile di gabinetto durante il suo “sindacato”. Ebbene? Con questo? Cosa c’è di strano? Vi sono state corruzioni, interessi privati o altro? Fino a prova contraria Raffaella Paita era ed è una cittadina che fa il lavoro che riesce a trovare o che vuole fare o faccia quello che vuole. Giorgio Pagano si oppone a lei non sul piano personale e nemmeno noi facciamo questo, ma sul piano politico e amministrativo della Regione, non di un comune.Mi lascia perplesso questo approccio giornalistico senza alcun approfondimento e senza avere sentito la persona interessata. Se Nicola Giusteschi lo farà troverà un Giorgio Pagano umile e pronto a rispondere a tutte le domande, senza cercare di giustificarsi e riconoscendo errori e ingenuità. Non si possono bloccare le persone ad un momento della loro vita ed esperienza come fosse l’unico e l’assoluto. Le persone cambiano e spesso anche in meglio.

L’articolo di Paolo Flores d’Arcais è influenzato tutto dalle informazioni di una persona che conosco bene e che ha cominciato a lavorare con noi e pi se n’è andato per i fatti suoi perché voleva candidare prima un “angelo del fango” e poi una persona ambientalista bravissima, che stimo molto, ma che non ha alcuna possibilità di riuscita nemmeno per arrivare alla soglia della regione: senza organizzazione dietro, senza un centesimo, senza uno staff, senza, senza nulla di nulla. Perché questa gente che è così capace a candidare e a fare presidenti di regione non ci provano? Chi gli ha impedito di farlo? Perché vengono da me per scaricare su di me le loro fisime e immaginarie alternative che esistono solo sulla solo mitomania? Nessuno gl’impedisce di fare una lista. La democrazia è questa: si va in competizione e chi è bravo vince. O almeno, dovrebbe essere.

Con l’amica Paola Settimini, ho parlato al telefono la notte tra il 5 e il 6 marzo. Le ho spiegato, ma forse non in modo chiaro, che Adriano Sansa e il figlio Ferruccio che abbiamo consultato prima di Pagano, hanno detto DEFINITIVAMENTE di no. Lo hanno detto a me e quindi non riferisco, ma testimonio. È inutile insistere, anche perché Adriano Sansa ha accettato di essere tra i garanti della lista di Pagano Giorgio. MI fa specie questa insistenza che mi pare arrivi fuori tempo massimo, perché ormai non c’è fisicamente il tempo per fare altre candidature perché le scadenze di legge, e anche la raccolta di firme sono imminenti e gli adempimenti sono infiniti, tranne che per Paita che è già in consiglio regionale. Mi pareva di essere stato chiaro, con questi articoli, campati in aria, non si fa altro che disorientare la gente comune, quella che non va a votare e che noi vorremmo riportare alle urne. Forse occorrerebbe essere più prudenti perché l’informazione corretta è una merce rara e anche preziosa. Mi auguro che si voglia guardare al “bene comune” della Liguria e non alle proprie visioni o desideri. Noi ci stiamo provando, forse sbaglieremo, ma nessuno può accusarci di stare alla finestra a guardare rassegnati. Non vogliamo essere complici colpevoli. Chi ha una proposta “reale” non velleitaria come quella di Sansa che abbiamo rincorso per oltre due mesi, perdendo anche molto tempo, si faccia avanti, ma non critichi gli altri che si sporcano le mani. Solo chi le tiene in tasca, non se le sporcherà mai.

Cari saluti
Paolo Farinella, prete

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