Il dolo e la colpa, il passato e il futuro.

Qualche giorno fa ho ascoltato con grande piacere e sorpresa (dacché ignoravo l’esistenza di tale movimento in atto in Liguria) un’intervista radiofonica di Don Farinelli e con altrettanta sorpresa e con piacere ancora maggiore ho letto l’articolo di Flores d’Arcais uscito sull’ultimo numero di Micromega (clicca qui),  e quindi mi ero augurato che in Liguria fosse possibile una vera svolta politica.

Avevo sinceramente sperato che vi potesse essere finalmente qualcuno in grado di superare le divisioni tra sigle e gruppetti e che avrebbe lavorato per cercare di chiudere col passato politico-amministrativo della nostra regione.

Con sommo rammarico ho appreso dalla stampa, invece, che costoro vorrebbero candidare alla presidenza della Liguria, niente di meno che Giorgio Pagano.

Fatico a immaginare una scelta politicamente più sbagliata, più perniciosa per la causa.

Date le premesse, coloro che hanno fatto (o stanno per fare questa scellerata scelta) o sono del tutto ignari e ignoranti delle vicende spezzine e liguri, oppure sono profondamente in mala fede.

Per tutti quelli che non sono originari della Spezia indulgerei per il beneficio del dubbio, ma per coloro, vice versa, che della nostra città sono originari e in essa hanno vissuto negli ultimi anni, invece sono pressoché certo della mala fede, non posso concedere loro il beneficio del dubbio.

Rammento a coloro che sono di memoria corta cosa ha fatto Giorgio Pagano per la nostra città:

Durante i dieci anni nei quali è stato sindaco – in quel periodo, tra le altre cose, capo del suo gabinetto era tal Raffaella Paita – si è consumata la distruzione di ACAM; in dieci anni non è stato in grado di arginare la crisi che ancora consuma l’azienda.

In spregio della legge Ronchi, che impone di bonificare in danno di coloro che hanno inquinato, affidò la bonifica della discarica di Monte Montada a coloro che l’avevano inquinata, ma facendola pagare alla comunità.

Nonostante un ordine del giorno del Consiglio Comunale approvato all’unanimità che lo impegnava, sulla scorta delle pronunzie della Magistratura penale, a intraprendere le giuste azioni giudiziarie per ottenere dall’ENEL il risarcimento dei danni causati all’ambiente e alla salute, ha omesso di farlo, svendendo una volta di più la città e coloro che la abitano.

Ha approvato, nonostante l’opposizione di grande parte delle comunità, il Piano Regolatore Portuale che prevedeva il tombamento di enormi superfici di golfo, omettendo qualsiasi controllo sulla salubrità dei quartieri del levante.

Ha svuotato di ogni significato la progettazione partecipata, ignorando, di fatto, sempre i progetti preferiti dalla cittadinanza (piazza Cavour e piazza Brin).

Non è stato in grado di garantire, nonostante l’impegno profuso, che l’ha portato anche in viaggio negli Stati Uniti a cercare finanziatori e investitori, che coloro ai quali il Comune fece ponti d’oro affinché venissero ad investire nella nostra città fossero affidabili e onesti.

L’elenco potrebbe continuare molto a lungo, dieci anni sono tanti, ma quello che più sconcerta in quest’operazione, che la rende profondamente, del tutto sbagliata, è che se essa davvero vorrebbe nascere in contrapposizione alla candidatura del PD, come spiega che candida l’uomo che ha contribuito alla carriera politica di colei contro la quale lo si vuole candidare? Ma si può davvero pensare che colui che l’ha eletta sua capo di gabinetto quando era sindaco oggi la attaccherà per come ha amministrato?

Non abbiamo mai creduto nelle conversioni e di Paolo di Tarso ci si ricorda ancora proprio perché fu un’eccezione…

In conclusione, al di là della persona, quello che profondamente rammarica e amareggia è che per l’ennesima volta, anziché guardare avanti, anziché cercare davvero qualcuno di nuovo, ci si è rivolti al passato, ci si è rivolti indietro.

Non si è avuto il coraggio di alzare la testa, di guardare avanti, lontano.

Peccato, come scriveva Flores D’arcais il podemos ligure che sarebbe possibile, andrà sprecato.

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