“Un’altra difesa è possibile” Il convegno mercoledì 4 alla Spezia

LA SPEZIA– Prende il via anche alla Spezia con un Convegno cittadino che si terrà mercoledì 4 marzo (ore 17-19) presso la sala multimediale del Palazzo della Provincia in via Vittorio Veneto 2, la Campagna nazionale “Un’altra difesa è possibile”.
Tra i relatori, Francesco Vignarca (Coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo e membro del Comitato promotore), Giorgio Pagano (Presidente dell’Associazione Culturale Mediterraneo), Francesco Passalacqua (Presidente provinciale delle ACLI della Spezia), Francesco Pellegrotti (Volontario di Operazione Colomba). Introduce l’incontro Giorgio Beretta (Coordinamento spezzino della Campagna “Un’altra difesa è possibile”).

Promossa da sei reti nazionali (Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, Forum Nazionale per il Servizio Civile, Rete della Pace, Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci!, Tavolo Interventi Civili di Pace) che raggruppano oltre 200 associazioni della società civile italiana, la campagna ha l’obiettivo di raccogliere le 50mila firme necessarie per presentare presso la Camera dei Deputati la Proposta di legge di iniziativa popolare per istituire e finanziare nel nostro paese il “Dipartimento della Difesa civile, non armata e nonviolenta”.
«Con questa proposta di legge – afferma Francesco Vignarca, membro del comitato nazionale promotore – intendiamo finalmente dare concretezza a ciò che prefiguravano i Costituenti con il ripudio della guerra, cioè la realizzazione di una difesa civile alternativa alla difesa militare che sia finanziata dal bilancio statale attraverso l’opzione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi. La difesa della patria in modo non armato e nonviolento è infatti un principio che, sebbene previsto dalla legge e confermato dalla Corte Costituzionale, non è mai stato pienamente attuato perché la difesa è sempre stata realizzata attraverso lo strumento militare».
In concreto, la proposta di legge che i cittadini sono invitati a sottoscrivere, chiede l’istituzione e il finanziamento del “Dipartimento per la Difesa civile non armata e nonviolenta” che comprenda i Corpi civili di pace ed abbia forme di collaborazione con il Dipartimento della Protezione civile, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ed il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale e la costituzione di un “Istituto nazionale di ricerche sulla pace e il disarmo” sul modello di quanto già avviene in altri paesi dell’Unione europea.

Per maggiori informazioni: slideshare.net

www.difesacivilenonviolenta.org

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