Bene confiscato di via Landinelli. Presentato il “Quarto Piano”, progetto di riutilizzo sociale

SARZANAL’égalité scopre le carte, e racconta il “Quarto Piano”: con questo progetto parteciperà al bando comunale, in scadenza per il 28 marzo. Un appuntamento a cui l’associazione – nata nel 2011 da un gruppo di studenti universitari sarzanesi – non si presenta da sola, ma insieme ad amici e sostenitori, una rete di cittadini e associazioni del territorio.
«I beni confiscati, anche a Sarzana, denunciano il radicamento della criminalità mafiosa, che attacca la comunità e la impoverisce economicamente e socialmente. A questo attacco – proseguono i volontari di L’égalitévogliamo rispondere investendo su educazione, memoria e cultura, guardando in particolare ai giovani e al mondo delle scuole, insegnanti compresi».

Le rampe di scale non spaventano nessuno: da quel quarto piano, infatti, si può vedere Sarzana con una prospettiva insolita. La stessa prospettiva insolita con cui L’égalité vuole lavorare per dimostrare che la corresponsabilità e la legalità democratica sono la scelta giusta. «Da tempo a Sarzana si lamenta la mancanza di un luogo pensato per i giovani. Il Quarto Piano sarà una prima risposta a questo bisogno: i giovani troveranno spazi per studiare, riunirsi, imparare una lingua o semplicemente condividere tempo in mezzo a libri e computer, a contatto con l’impegno di tante associazioni». E ancora, una biblioteca, dedicata alla storia delle mafie e dell’antimafia, per tenere viva la memoria delle vittime innocenti della criminalità organizzata. Tutto fa pensare a un vero esperimento, per dimostrare che la legalità – quella vera – si costruisce solo partendo dal basso, dalle opportunità di formazione e incontro. «È importante incoraggiare un dialogo continuo tra giovani e associazioni, perché l’impegno sociale e la cultura sono l’unico argine contro l’espansione dell’illegalità e della corruzione».

www.legalite.net

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