Uscito “Spezia 1915-Città in guerra”, di Alberto Scaramuccia

 È uscito in libreria “Spezia 1915 – Città in guerra” di Alberto Scaramuccia (Edizioni Cinque Terre, 236 pagine, € 14). Con questo suo ultimo lavoro l’Autore continua ad analizzare quali reazioni la Spezia manifestò di fronte alla Prima Guerra Mondiale che da un anno insanguinava l’Europa e nella quale l’Italia, dopo un primo periodo di neutralità, entrò giusto cento anni fa. L’indagine, al solito accurata, si rivela ancora una volta preziosa in quanto questa è la prima ricerca monografica che si sia mai compiuta su questo periodo. Le fonti che tradizionalmente Scaramuccia usa, sono gli antichi periodici spezzini conservati in Rete e che si rivelano ancora una volta preziosi nello spiegare gli atteggiamenti che prendono vita in città. Accanto alle posizioni tradizionali che seguivano precise linee politiche (intervento, neutralità, pacifismo), si evidenzia anche un sostanziale disinteresse che le testate cittadine “borghesi”, che sono anche le più autorevoli, dimostrano nei confronti del conflitto. Non appena però il Paese interviene, il sostanziale distacco manifestato in precedenza, si trasforma repentinamente in partecipazione appassionata e persuasa. Al di là di questo, tutta la città si attiva per sostenere lo sforzo bellico: certo per radicata convinzione, ma anche perché nello sconosciuto che è al fronte a cui si dà un aiuto, si vede il familiare che combatte. Il libro esamina anche la situazione cittadina che si fa sempre più pesante: il numero dei poveri “certificati” è sempre più alto; i calmieri emessi dall’Amministrazione sono inefficaci per contenere il continuo incremento del costo della vita; aumenta la tensione sociale per la disoccupazione e per l’incapacità dei salari a seguire la curva dei prezzi in continua ascesa.

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