I sindacati: Acam fa pagare ai lavoratori la fuga dei soci proprietari dal consorzio

LA SPEZIA– A fronte della convocazione urgente da parte di Acam Acque ieri pomeriggio, a seguito della decisione dei comuni di Sesta Godano, Rocchetta Vara e Zignago di gestire in proprio il servizio idrico integrato sollevando l’azienda da tale ruolo, abbiamo appreso con stupore la decisione aziendale di compensare il mancato introito con una procedura di licenziamento collettivo. Abbiamo pesantemente respinto tali intenzioni ritenendo inaccettabile la scelta di colpire ancora una volta i lavoratori, moltiplicando a dismisura il danno a loro inferto per mantenere gli impegni presi per contribuire al risanamento dell’azienda.
Il problema è che solo sui lavoratori si sta scaricando l’onere della ristrutturazione, mentre i veri grandi inadempimenti provengono proprio da coloro che si erano impegnati a conferire fondamentali attività nell’azienda. Oggi tre comuni scelgono irresponsabilmente di abbandonare la logica del buon padre di famiglia che come azionisti li dovrebbe vedere sempre impegnati nella ricerca di soluzioni a vantaggio dell’azienda e dei suoi lavoratori. Scelgono di scappare dalle proprie responsabilità e fanno emergere l’assenza di una guida su tutto il territorio provinciale.

Respingiamo pertanto questa “soluzione” proposta dall’azienda che relega i lavoratori a scudi umani e ci chiediamo se la proprietà avvalli o meno queste scelte che ancora una volta vanno a svuotare i contenuti degli accordi sindacali del 2009, 2012 e 2014.

David Nerini (FILCTEM), Ilaria Del Caldo (CGIL FEMCA), Salvatore Balestrino (CISL UILTEC), Andrea Grando (UIL CISAL FEDERENERGIA)

 

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