Anche FutureDem Liguria personale medico sarzanese contro l’extramoenia ai primari

LA SPEZIA- Non si placa il coro dei dissensi alla decisione di consentire l’extramoenia ai primari della Regione Liguria. Riceviamo e pubblichiamo i pareri negativi di FutureDem Liguria e del personale medico-sanitario sarzanese, che ha firmato il documento assieme ad alcuni studenti di Medicina.

FutureDem Liguria“Il Consiglio Regionale della Regione Liguria ha approvato la legge sulla libera professione dei primari. Il provvedimento è passato con i voti di Forza Italia, NCD e una parte del PD. Il gruppo PD in Liguria non solo si è spaccato ma una parte di esso, inclusi il presidente della Regione Burlando, e l’Assessore Paita, candidata del Partito Democratico alla presidenza alla prossime elezioni regionali liguri di maggio, hanno votato a favore del provvedimento, in opposizione al parere espresso dal PD ligure e insieme a Forza Italia e NCD. Riteniamo che la forzatura fatta, al costo di spaccare al suo interno il gruppo consiliare del Partito Democratico e la Giunta stessa, sia un errore politico di una gravità inaudita. “ Errore di metodo perché è profondamente sbagliato che si vada a cercare un accordo con le opposizioni quando non lo si è trovato all’interno del proprio schieramento, perché, come sottolineato in una nostra precedente nota, il primo firmatario della proposta era il consigliere Ferrando, lui stesso primario ospedaliero, quindi in palese conflitto di interesse, ed infine perché, a nostro avviso e come ha affermato l’Assessore alla Sanità Montaldo, non farà assolutamente diminuire le liste d’attesa ma potrebbe ripercuotersi negativamente sulla fruizione dei servizi sanitari dei cittadini. È inoltre un problema di merito, perché la legge è a nostro avviso iniqua, perché si creano pazienti di serie A, che possono permettersi di pagare gli onorari di stimati professionisti, e pazienti di serie B, che invece vedranno aumentare i tempi di attesa per avere un consulto con gli specialisti. La votazione di martedì inoltre non fa altro che confermare la fine della coalizione di maggioranza e dimostra quanto l’azione amministrativa attuale non solo non porti più avanti politiche di centrosinistra, ma si regga su maggioranze variabili ottenute con le stampelle offerte dalla destra. Infine concludiamo invitando a una profonda riflessione tutti coloro che si lanciano sovente in richieste di espulsione o dimissioni verso chi non segue la linea politica del PD. In questo caso, chi non l’ ha seguita? Ringraziamo gli Assessori PD Claudio Montaldo e Pippo Rossetti e i consiglieri PD Antonino Oliveri e Franco Bonello, che in coerenza con i principi del Partito Democratico per una migliore sanità pubblica a vantaggio dei cittadini, hanno votato contro”.

Personale medico-sanitario sarzaneseLa salute è un bene primario e la sanità ci riguarda tutti in prima persona, operatori e non. In tempi di risorse economiche scarse, per garantire un servizio pubblico adeguato ed efficiente, occorre una seria pianificazione della spesa per priorità: siamo sicuri che la libera professione dei primari sia la priorità? Eppure Martedì 17 Febbraio il Consiglio della Regione Liguria ha approvato, con una maggioranza anomala e il voto contrario, tra gli altri, dell’Assessore alla Sanità, un piccolo provvedimento che esenta i primari dall’obbligo di svolgere l’attività privata esclusivamente per conto dell’ASL di appartenenza. Questo si traduce, tra le altre cose, in una libertà delle tariffe delle prestazioni private, non più fisse; tariffe dalle quali non sarà più trattenuta dall’Azienda Sanitaria una quota (dal 10% al 40%) destinata ad investimenti strutturali, in apparecchiature ecc. Non si tratta solo di una questione economica, ma vi è il rischio concreto di una ricaduta negativa sulla programmazione e sull’attività del reparto: il ruolo del primario è anzitutto organizzativo, finalizzato ad una gestione ottimale delle risorse, del personale e della clinica. Ci chiediamo come questo provvedimento possa ridurre le liste d’attesa, diminuire le fughe dalla sanità ligure, garantire un’assistenza più qualificata, in una parola sola, come possa determinare un miglioramento significativo delle cure ai cittadini. Può sembrare una questione di nicchia. E lo è. È un provvedimento che riguarda, privilegiandoli, pochi sanitari (i primari), rispetto agli oltre 25 mila dipendenti che sorreggono il sistema sanitario regionale, con uguale competenza e abnegazione, nonostante un organico sempre più insufficiente e emotivamente sfinito. Prioritaria dovrebbe essere l’assunzione di nuovo personale giovane, l’ammodernamento delle strutture medico-sanitarie e delle apparecchiature diagnostiche e soprattutto il potenziamento della rete di servizi territoriali, dalle case della salute ai consultori, veri punti strategici di un sistema sanitario moderno e efficiente.

 

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