Libera professione dei primari, le reazioni di Ravera (PRC) e dei sindacati

LA SPEZIA– A proposito dell’autorizzazione, data dalla Regione Liguria ai primari a svolgere la libera professione , decisione che sta suscitando grosse polemiche, riceviamo e pubblichiamo.

Marco Ravera, Segretario Regionale PRC
Non sempre sono stato d’accordo con Claudio Montaldo. Ad esempio quando l’Assessore regionale alla Sanità, nonché vice Presidente della Regione Liguria, invitò la sinistra a superare l’impostazione ideologica e ad aprire ai privati nella sanità citando a modello il “caso Albenga” dove il reparto di ortopedia-protesica dell’ospedale pubblico è gestito appunti dai privati. Oppure quando penso ai tagli che la sanità ligure ha subito, certo non solo per responsabilità sua, in questi anni. Ma in quest’occasione Claudio Montaldo ha assolutamente ragione.
La legge sui “primari” votata da Partito Democratico e dalla destra, infatti, non ridurrà le fughe dei pazienti fuori dalla Liguria, ma porterà all’aumento delle tariffe per le prestazioni dei primari visto che gli stessi non saranno più vincolati da tariffe fisse per visite ed esami. Questa legge rappresenta un “regalo elettorale” ai primari, un regalo che va nella direzione di una costante privatizzazione della sanità fortemente voluta da Matteo Renzi, un regalo che pagheranno i cittadini liguri, un regalo che rappresenta uno schiaffo ai lavoratori della sanità pubblica che hanno il contratto bloccato da anni. Questa vicenda mette in luce una volta di più la deriva a destra del PD. Anche per questo insieme ad altri stiamo costruendo in Liguria e in Italia una sinistra degna di questo nome.

CGIL, UIL, FIALS  
Una beffa per i cittadini e i lavoratori della sanità. Un regalo ai poteri che condizionano le scelte sanitarie, in un momento in cui i territori scontano tagli continui, carenze strutturali e di organico e molti cittadini rinunciano alle cure perché non sono in grado di pagare i ticket. Una risposta corporativa a esigenze di una lobby, la stessa che ha condizionato per anni il funzionamento della sanità ligure, le baronie che hanno voluto una sanità centrata sugli ospedali e si oppongono con forza al potenziamento del territorio. Un provvedimento che rappresenta un vero e proprio attacco ai diritti dei cittadini e al principio stesso di sanità pubblica. Alla Spezia questa ASL ha impiegato decenni per regolamentare la disciplina della libera professione con vantaggi al servizio pubblico attraverso l’unica struttura di Bragarina. Con il provvedimento della Regione si favorisce invece chi non vuole essere controllato, chi tenta di evadere il fisco. Questa norma è una sconfitta per chi, in primis i lavoratori del servizio pubblico, si batte quotidianamente per una sanità universale e di qualità. Anche la motivazione che in questo modo si combatte la mobilità passiva verso altre regioni è risibile: si evitano le fughe dei cittadini con una vera riorganizzazione dei servizi e la presa in carico dei pazienti attraverso servizi di qualità e potenziando la sanità nei territori; l’esempio della Toscana la dice lunga, una regione attrattiva per i cittadini liguri non per i primari, ma proprio per i servizi che funzionano. Non rimarremo certo a guardare, organizzeremo un percorso di mobilitazione per opporci a questo provvedimento e ci faremo promotori di un’iniziativa di legge che regoli questa materia in modo uniforme e vincolante in tutto il territorio nazionale.”

 

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