L’ultimo danno alla Sanità di Burlando & Paita con anche il placet di Forza Italia: primari ospedalieri autorizzati a svolgere la libera professione.

Ennesimo colpo per la Sanità ligure: con voto congiunto di PD e Forza Italia la Regione ha concesso ai primari ospedalieri la libera professione senza più obbligo di lavoro privato intramoenia alle condizioni di Asl e Ospedali, un sistema che valorizzava una Sanità capace di aprirsi al contributo delle energie private ma in un contesto di regole all’interno di un forte impianto pubblico. Nella libera professione intramuraria, o intramoenia, il medico utilizza le strutture ospedaliere e gli ambulatori pubblici o privati-accreditati. L’onorario è deciso dal medico specialista e concordato con il direttore sanitario della Asl. Il medico gira una parte dei proventi alla Asl come rimborso per l’utilizzazione delle sue strutture. La prestazione viene eseguita fuori dall’orario di lavoro e viene prenotata dal cittadino presso la stessa Asl.

Il primo di una lunga serie di favori che Raffaella Paita ha iniziato ad elargire Cicero pro domo sua, a danno dei liguri e delle già esangui casse pubbliche. Ricordiamo che un nutrito gruppo di operatori ospedalieri la sostiene, compresi primari, aspiranti tali, aspiranti direttori generali, sanitari, amministrativi (L’Ordine dei Medici è apolitico).

Lunedì 16 febbraio i consiglieri Marcello Delfino (PD) e Pierluigi Sommovigo (PDC) avevano presentato in Consiglio Comunale una mozione che purtroppo è stata respinta hanno votato contro i consiglieri del centrodestra e Piergino Scardigli (Lista Federici) e si sono astenuti gli altri consiglieri del PD, Giulio Guerri e Movimento 5 Stelle. La cosa buffa è che fino a poco prima in molti facevano a gara per difendere con grandi proclami la Sanità pubblica, ma a fine seduta non se la sono sentita di schierarsi apertamente contro questo provvedimento. D’altronde la coerenza non sembra essere una virtù così diffusa.

Parte del testo della mozione: “I primari delle strutture pubbliche devono poter garantire a tutti i cittadini un servizio di qualità a tempo pieno, senza creare pazienti di serie A, a pagamento,e pazienti di serie B, serviti dal Servizio Sanitario Nazionale, evitando lo sfruttamento di una struttura pubblica per implementare il proprio numero di pazienti privati, in aperto contrasto con lo spirito della Riforma sanitaria del 1999 che, al contrario, si propone di utilizzare l’attività privata qualificata a sostegno del Servizio Sanitario pubblico, sia dal punto di vista della qualità della prestazione che dell’onere per il paziente che del vantaggio economico per l’Azienda pubblica. Il fenomeno delle fughe di pazienti e di professionalità eccellenti, non si risolve con la liberalizzazione della professione, ma attraverso la riqualificazione delle strutture pubbliche, la stipula di accordi con le Regioni vicine, la promozione e lo sviluppo di sperimentazioni che coinvolgano anche soggetti privati, evitando competizioni fra le stesse strutture pubbliche e, al contrario, favorendo sinergie e complementarità fra le stesse e fra quelle pubbliche e quelle private”.

Advertisements
Annunci
Annunci

Lascia un commento

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.