La Banca del Tempo: istruzioni per l’uso

LA SPEZIA– Questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, l’assessore alla partecipazione dei cittadini Alessandro Pollio, il funzionario responsabile del settore David Virgilio e la professoressa Loretta Lari docente del Liceo “Mazzini” hanno presentato il progetto “la Banca del Tempo: istruzioni per l’uso”. Un progetto nato all’interno delle attività del laboratorio di quartiere che potrà, però, essere esteso a tutta la città.
La proposta progettuale, formulata sulla base della convenzione stipulata tra il Liceo “Mazzini” ed il Comune della Spezia, intende rafforzare il legame sociale e il senso di appartenenza al quartiere, alla città e alle sue istituzioni, aumentandone il senso di cooperazione e recuperando le abitudini di mutuo aiuto tipiche dei rapporti di buon vicinato.
Il progetto coinvolge come protagonisti del recupero/rinforzo di tali dimensioni, studenti, operatori dei servizi, sia pubblici che privati (assistenti sociali, educatori, insegnanti, ecc.) e gli stessi cittadini, membri della comunità, in forma singola o associata.
Considerato che il Laboratorio di quartiere Umberto I ha fra le proprie finalità la pratica della partecipazione e lo sviluppo di capacità volte alla coesione sociale ed all’agire per un “interesse comune”, la realizzazione di un percorso formativo sulle modalità di implementazione e gestione di una Banca del Tempo (BdT) può rappresentare il primo passo verso la realizzazione di uno spazio socializzante in grado di promuovere un sistema di reciproco scambio di attività, servizi e saperi. Il suo fine sociale infatti è prefigurare una comunità solidale fondata sullo scambio, il valore della prestazione in tempo e la parità fra i soggetti, senza l’intermediazione del denaro.
Il percorso formativo pertanto intende fornire non solo gli strumenti metodologici utili alla stesura del Regolamento e dello Statuto dell’associazione ma anche, attraverso un percorso di costruzione di relazioni di fiducia creare un gruppo capace di avviare concretamente una BdT, in grado di gestirne crescita e sviluppo.

Obiettivi generali
 Promuovere il lavoro di comunità nell’ambito del quartiere Umberto I;
 Promuovere lo sviluppo di relazioni fiduciarie;
 Promuovere pratiche di educazione non formale;
 Valorizzare le capacità e i saperi, le tradizioni e le culture che non hanno valore di mercato;
 Recuperare le abitudini del mutuo aiuto tipiche dei rapporti di buon vicinato;
 Aumentare il senso di cooperazione grazie ad un rapporto di reciprocità, parità e solidarietà;
 Migliorare la cultura di genere, venendo in contro soprattutto alle necessità di conciliazione dei tempi delle donne, migliorandone la vitafamiliare, lavorativi e la qualità della vita.

Partecipanti
 Studenti e docenti del Liceo Mazzini
 Operatori sociali
 Cittadini in forma singola o associata

Metodologia
La metodologia dell’intervento si basa sulla discussione, il confronto e la verifica che si sviluppano intorno ad un project work di BdT: analisi delle motivazioni ed aspettative dei partecipanti, costruzione del gruppo, confronto con testimoni chiave di altre realtà territoriali che hanno già realizzato una BdT, scrittura condivisa dei dispositivi necessari al funzionamento della “propria” BdT.
E’ prevista anche una fase di “follow up” intesa a seguire e dare supporto ai fondatori della BdT nei passaggi necessari al consolidamento della struttura.

Organizzazione dell’attività
Il percorso prevede circa 10 incontri (della durata di circa due ore ciascuno, a cadenza generalmente settimanale) con orari da stabilirsi in accordo con i partecipanti (si propone il martedì dalle 17,00 in poi) presso la sede del Laboratorio di quartiere (Via Castelfidardo, 1 ang. Via Roma – La Spezia).
Possibile la suddivisione in due gruppi di lavoro, dettata da vincoli di orario per le differenti tipologie di partecipanti, che comunque non escluda momenti di partecipazione comune.

Programma delle attività
 Gruppi di discussione e di lavoro sul tema “cos’è una BdT?” e “come vorrei che fosse nella mia città”: analisi delle punti di forza e di debolezza;
 aspettative e motivazioni rispetto al progetto. L’esperienza delle Banche del tempo e dei sistemi di scambio locale non monetario;
 Testimonianze: incontri con i fondatori di BdT attive da anni sul territorio (Cesena, Sant’Arcangelo di Romagna, San Giuliano Terme); il progetto “Orue: moneta sociale” a Valencia (Spagna) (4 incontri);
 Confronto, elaborazioni e sintesi;
 Workshop per la costruzione di relazioni basate sul rapporto fiduciario e sul team building: le competenze necessarie per la sostenibilità del progetto;
 Stesura di un Documento base sui principi costitutivi della BdT e di un
 regolamento condiviso (3 incontri).
 Attività di supporto tecnico ed organizzativo ai soci fondatori per l’avvio della struttura.

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