Consiglio straordinario sulla Sanità: le critiche dell’opposizione e le vaghe rassicurazioni della maggioranza

LA SPEZIA– Ieri sera, lunedì 16, si è svolto il Consiglio Comunale straordinario sulla Sanità, richiesto da quasi tutta l’opposizione (qui la convocazione). L’impressione è, come sempre, che maggioranza e opposizione vivano in due città diverse, in due realtà parallele. “L’allarmismo è ingiustificato“, dice Luca Liguori (PD), (se questo è allarmismo, vorremmo sapere da Liguori quali sono i problemi: Pronto soccorso paralizzato). A Ivan Mirenda (MoVimento 5 Stelle) che sottolinea come si parli di nuovo ospedale dal 1974, PierGino Scardigli risponde di chiedersi il perché non sia stato ancora realizzato, ma questo forse lo potrebbe spiegare meglio Scardigli, (che è in Consiglio Comunale da 40 anni. I problemi della Sanità spezzina li conosciamo tutti: mancano i posti letto (circa 150), manca il personale infermieristico (50-70, come denunciato dai sindacati), mancano i primari. E poi c’è il “nodo Felettino“: l’ospedale su cui Federicimise la faccia“, annunciato a ogni campagna elettorale, sbandierato come “grandissima opera” o, come definito ieri sera da Liguori, un “evento straordinario“. L’intervento dell’Assessore competente, Andrea Stretti, è infarcito di “vedremo, faremo, sposteremo all’hospice, risolveremo“, mentre quello del Sindaco Federici si basa su tutto quello che prima non c’era e adesso c’è, su quanto abbiano fatto e quanto siano stati bravi.

Sulla realizzazione del nuovo ospedale, al di là di vaghe promesse, di colpe date all’Amministrazione regionale Biasotti (2000-2005), non è venuto fuori nulla di concreto, se non che “l‘iter viene seguito alla perfezione” (lo afferma Federici). Il consigliere PRC Edmondo Bucchioni solleva la questione del DEA di II livello (verrà realizzato o meno?), Mirenda quella del costo finale (150-170 milioni, come detto dall’Amministrazione o 250, come dichiarato dal Governatore Burlando?). Giacomo Peserico (Forza Italia) insiste sul futuro Sant’Andrea, ponendo domande ben precise: 1) c’è proprio bisogno di un quartiere residenziale al posto dell’ospedale? 2) quanto frutterà realmente la vendita del complesso, valutata prima 25 milioni e poi 9?. Non ci sono risposte.

Giulio Guerri (Lista Guerri) elenca tutte le criticità della Sanità, dalle carenze alle lunghe liste d’attesa, dal “paradosso” (sottolineato anche da Giancarlo Di Vizia del Gruppo Misto) che in una città di anziani e malati di tumore vengano distrutti reparti come Oncologia e Geriatria. Nulla da fare. Va tutto bene, la maggioranza dice che non bisogna negare la professionalità e l’abnegazione del personale (cosa che nessuno ha fatto, né si sognerebbe mai di fare), il giovane PD Montefiori afferma che “potremmo anche aumentare di 400 volte il Pronto Soccorso, ma non cambierebbe nulla, perché aumenterebbe esponenzialmente anche la richiesta“.
Borbottii del pubblico, battibecchi tra consiglieri, consueto via-vai di Sindaco e Assessori che non ascoltano, telefonano, chiacchierano, qualche applauso alla minoranza, subito rintuzzato dal Presidente del Consiglio Comunale che invita il pubblico ad “astenersi” e arriva la mezzanotte, quando la consigliera PD Cattani, constatata l’impossibilità di presentare un documento unico, chiede la sospensione. Il pubblico, stremato, lascia l’aula.

Respinte le richieste dell’opposizione (slideshare), passano quelle della maggioranza.

Tutto come sempre e intanto le criticità della Sanità sono ridotte a “quadro non così desolante“, “colpe altrui“, “esagerazioni delle opposizioni“. Come da copione.

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