“Non come tutti”: il libro di Giorgio Pagano presentato a Villa Andreini

LA SPEZIA– Giorgio Pagano, già Sindaco della Spezia, è ora impegnato nella cooperazione internazionale -presiede le associazioni Januaforum e Funzionari senza Frontiere- e nella pianificazione strategica urbana; nonché, in città, nel campo della cultura, come presidente dell’Associazione Culturale Mediterraneo, e dell’antifascismo, come co-presidente del Comitato Unitario della Resistenza. Al suo ruolo associativo e civico ha sempre accompagnato l’impegno nella sinistra. E alla sinistra italiana, e alla necessità della sua ricostruzione, ha dedicato il suo ultimo libro, “Non come tutti” (edizioni Cinque Terre), che sarà presentato, dopo La Spezia, Genova, Lerici, Sarzana, Chiavari e Levanto, nel carcere spezzino di Villa Andreini. L’incontro, a cura dell’Associazione Culturale Mediterraneo  e della Direzione della Casa Circondariale della Spezia, si terrà venerdì 20 febbraio alle ore 14. Introdurranno Licia Vanni, responsabile dell’Area Trattamentale, e Agostino Codispoti, funzionario giuridico pedagogico; interverrà Alessandra Ballerini, avvocato civilista, specializzato in diritti umani e immigrazione.

Il titolo trae spunto da quello del libro di Francesco PiccoloIl desiderio di essere come tutti”, vincitore del Premio Strega 2014, un racconto autobiografico contenente una tesi politica con cui Pagano polemizza. La tesi di Piccolo è che la sinistra ha iniziato a perdere quando si è isolata in una diversità sterile e non si è posta la questione della responsabilità del potere, non si è “sporcata le mani” con il potere. Secondo Pagano, invece, “la sinistra negli ultimi vent’anni la questione del potere se l’è posta, ma male: perché l’ha esercitato adattandosi alle idee degli altri”. La sinistra, rinunciando ad avere una sua ideologia, è stata in realtà subalterna all’ideologia dominante, il “pensiero unico” neoliberista, quello che ci ha portato alla “Grande crisi”. Ecco perché, se vogliamo uscirne, “vale la pena -secondo Pagano-, almeno qualche volta, non essere come tutti”.
La “ricostruzione della sinistra”, sostiene l’autore, deve basarsi su alcune grandi finalità: l’eguaglianza, la libertà della persona che lavora, la difesa della natura e i diritti civili, tra cui i diritti degli immigrati, a cui Pagano dedica molte pagine.

Ringrazio la Direzione della Casa Circondariale per l’invito -afferma Paganoe spero che possa svilupparsi un feconda discussione con detenuti e operatori. Spero che possano interessare la mia concezione ‘libertaria’ della sinistra e la mia riflessione sulla trasformazione della vita quotidiana  e sulla riforma della propria vita come modi di fare politica, sul cambiamento personale come condizione del cambiamento sociale e politico. Per me la grande politica altro non è che la capacità di rendere le persone autonome, capaci di autogovernarsi da sé. Ecco perché il lavoro politico più importante da fare è oggi quello sociale e culturale, dal basso”.

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