Bonifiche, inquinamento, dissesto idrogeologico: come sta il nostro territorio?

LA SPEZIA– Come sottolineato sempre più spesso da cittadini attivi e ambientalisti, la nostra città presenta grosse problematiche di inquinamento, non solo dell’aria, del suolo e dell’acqua. La città è sempre più rumorosa, soprattutto nelle zone limitrofe al Porto. In Viale San Bartolomeo i residenti sono costretti a tenere le finestre perennemente chiuse. Alle proteste delle voci critiche, l’Amministrazione risponde da sempre con rassicurazioni oppure minimizzando il problema.

Ma cosa dice la verifica di adeguatezza del vecchio P.U.C.?
Per ciò che riguarda l’aria, si prendono in considerazione le due principali fonti di inquinamento: l’Enel e il Porto. Secondo l’Amministrazione, un obiettivo di risanamento dell’Enel è stato conseguito con il decreto di approvazione dell’AIA del 2013. Anche per il Porto (dichiara l’Amministrazione) si sta procedendo attraverso la fascia di rispetto, l’elettrificazione delle banchine (fondamentale per gli approdi delle navi da crociera) e il miglioramento dei mezzi di trasporto). Tutto bene, quindi, a sentire il Comune.

E il rumore? Di pari passo con l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico, con barriere e fascia di rispetto l’Amministrazione starebbe lavorando anche per ridurre l’impatto acustico.

Altri aspetti critici sono il dissesto idrogeologico e la situazione delle bonifiche delle molteplici discariche che insistono sul nostro territorio.

Aspetti idrogeologici: la condizione idrogeologica del territorio è oggetto di studio da parte dell’Università di Siena (Centro di Geotecnologie). Secondo un dato aggiornato ai primi anni 2000 (per cui non propriamente recentissimo) si contano circa 174 dissesti attivi e 125 dissesti quiescenti (il dato sensibile, però, evidenzia un dato superiore). Su 91391 abitanti, circa 18000 risiedono in aree esondabili, 12000 dei quali in zone a pericolosità idraulica elevata.

Le bonifiche: questo è un tema estremamente delicato e al centro di polemiche tra il Sindaco Federici (che ha definito Spezia una “città modello per le bonifiche“) e cittadini/comitati ambientalisti (soprattutto i residenti nelle zone di Pagliari e Pitelli, che lamentano “tombamenti e non bonifiche“). L’Amministrazione dice che “le varie discariche sono avviate verso progetti di bonifica e/o di sistemazione finale“, citando, tra l’altro, i famosi 2.600.000 euro forniti dalla Regione Liguria, di cui la metà destinati al Comune della Spezia (leggere qui).

Insomma: dalla verifica del vecchio P.U.C. emergono varie problematiche: anche se l’Amministrazione pare avere sempre la risposta pronta e ostenta ottimismo, ci auguriamo che nel nuovo documento vi siano proposte concrete e realizzabili per il miglioramento delle molte criticità.

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